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Attualità sabato 24 aprile 2021 ore 17:46

"Stravolgimento della cultura a Piombino"

Fabrizio Callaioli, consigliere di Rifondazione Comunista

Critiche dal Partito di Rifondazione Comunista per le scelte fatte sulle politiche culturali, sotto la lente i 40mila euro per il progetto Appiani



PIOMBINO — "Il tanto sbandierato progetto sulle fortezze degli Appiani è l’ennesima dimostrazione di una gestione sbagliata e privatistica delle politiche culturali a Piombino, la conferma che la cultura è ormai piegata al turismo e alla logica consumistica dell’evento". Così Rifondazione Comunista ha criticato il progetto presentato dei giorni scorsi dall'Amministrazione comunale sotto l'egida dell'assessore Giuliano Parodi chiedendo approfondimenti e spiegazioni (leggi qui l'articolo collegato).

"Eppure di cultura, di quella vera, ci sarebbe estremamente bisogno in una condizione come quella di Piombino, cioè in una fase di ricerca di una nuova dimensione della città industriale e di crescita complessiva della società civile. - hanno commentato - Invece qui si procede a colpi di spesa pubblica e di ‘pensate’ estemporanee per finanziare l’iniziativa privata, con grave scadimento delle politiche culturali pubbliche. Prendiamo la vicenda del progetto Appiani. Si tratta ancora una volta della cultura piegata al turismo, fuori dai luoghi deputati e dalle competenze maturate, con progetti affidati non si sa come, senza procedure di evidenza pubblica, esautorando di fatto la Parchi Val di Cornia, società creata apposta e finanziata dai Comuni per studiare, valorizzare e gestire il patrimonio culturale, senza alcun rapporto esplicito con le Università e la Soprintendenza che sono titolari delle funzioni di tutela e di ricerca". 

"Si è preferito affidare il progetto, ma chi l’ha elaborato non è dato sapere, forse gli stessi affidatari, ad un soggetto privato una fondazione chiamata Aglaia con sede a Livorno impegnando ben 40mila euro senza neanche passare in Consiglio comunale, con una convenzione approvata dalla giunta comunale con delibera n. 375 del 30 Dicembre 2020", hanno evidenziato dal Partito di Rifondazione Comunista.

"Perché questo modo di procedere? Perché questo svilimento della cultura? Purtroppo, rilievi simili, palesi nel caso del progetto Appiani, sono rilevabili in tutto il complesso delle politiche culturali, ammesso che di politiche culturali si tratti: dai presunti festival di eventi alla gestione del Castello, dal progetto del Polo culturale all’abbandono di luoghi della cultura come il Circolino delle acciaierie e all’incapacità di avviare reali progetti di archeologia industriale legati all’identità industriale di Piombino. - hanno aggiunto - Peccato, perché Piombino avrebbe bisogno di una gestione della cultura all’altezza dei tempi e delle necessità". 

Per tutto questo il Prc ha presentato un ordine del giorno con cui chiede che venga convocata la commissione consiliare competente e in quella sede siano fornite le spiegazioni del caso.

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