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domenica 17 novembre 2019

Attualità venerdì 26 luglio 2019 ore 16:00

Monitoraggio della costa dopo la morìa di delfini

Dall'inizio dell'anno sono stati 26 i casi di spiaggiamento di delfini. In Toscana chiesto al ministero un Sic del tursiope



FIRENZE — "Stiamo monitorando attentamente 24 ore su 24 la situazione tramite l'Osservatorio Toscano per la Biodiversità che sorveglia costantemente ciò che sta avvenendo sul fronte mammiferi". Così è intervenuta l'assessora regionale all'Ambiente Federica Fratoni a fronte degli otto delfini spiaggiati nel mese di Luglio sulle spiagge toscane, gli ultimi a Viareggio, Vada, San Vincenzo, Baratti e Orbetello. 

"Stiamo aspettando gli esiti delle analisi a cura dell'istituto zooprofilattico di Pisa e ci auguriamo possano fare chiarezza sulle cause di queste morti" ha aggiunto ricordando "l'impegno portato avanti da tempo con il Ministero dell'ambiente e con la Commissione europea per l'istituzione di un Sic (Sito di interesse comunitario) del tursiope in Toscana, un'area nel nostro mare dell'Arcipelago a nord dell'isola d'Elba in cui questa specie possa essere finalmente tutelata grazie a regole precise".

Dall'inizio dell'anno sono stati 26 i casi di spiaggiamento una media che, con gli avvenimenti di questo mese è leggermente più alta rispetto allo stesso periodo del 2018, in cui nei primi sei mesi si erano registrati 21 spiaggiamenti di mammiferi marini.

Sono in totale 13 tursiopi, 10 stenelle, 1 capodoglio e 2 non classificabili per l'avanzato stato di decomposizione nel quale sono stati rinvenuti. Si segnala però che molte carcasse, compresa quella del capodoglio, hanno galleggiato a lungo in mare aperto, per poi spiaggiarsi per effetto delle correnti lungo le nostre spiagge, dato che farebbe pensare che la morte non sia avvenuta in acque toscane.

In Toscana, grazie all'Osservatorio Toscano per la Biodiversità, ormai ogni spiaggiamento non sfugge più alla rete coordinata dalla Regione con Arpat, la Direzione Marittima, l'Università di Siena, e gli oltre 60 partner, sia pubblici che privati, come le associazioni che ne fanno parte. Ora non resta che attendere il risultato dell'Istituto Zooprofilattico per risalire alle cause della morte dei delfini.



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