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Attualità venerdì 18 settembre 2015 ore 12:41

Anselmi: "Il punto su e con Aferpi"

Il consigliere regionale Gianni Anselmi spiega, in un lungo intervento, la posizione e gli obiettivi della Regione nel piano di rilancio di Piombino



PIOMBINO — "Le comunicazioni diffuse da Aferpi confermano le intenzionalità di investimento sul territorio di Piombino e informano sullo stato di avanzamento delle progettualità in corso, qualificando gli indirizzi manifestati nella visita istituzionale della scorsa settimana e dei quali avevo dato tempestiva e trasparente informazione. 

Oggi vengono dall'azienda ribadite a tutti i livelli istituzionali: sulla parte siderurgica, sulla demolizione degli impianti dismessi, sulle attività non siderurgiche contenute nel piano industriale e sulle quali non si registrano arretramenti.

C'è una rete di attori pubblici - il Governo, la Regione Toscana, il Comune e l'Autorità Portuale di Piombino - che sta senza risparmio operando perché la probabilmente più complessa riconversione territoriale in Italia del dopoguerra e una delle più significative in Europa possa compiersi al meglio e in tempi socialmente sostenibili. 

Serve tenere in campo senso di responsabilità e tensione verso gli obiettivi che insieme ci siamo posti qualificando le nostre rivendicazioni territoriali, che oggi abbiamo davanti e che tempo fa apparivano insperabili.

Propongo di seguito alcune considerazioni di fase.

1) La comunità territoriale e le rappresentanze sociali hanno responsabilmente operato perché l'area a caldo restasse attiva fino alla messa in campo di una siderurgia innovativa, con l'obiettivo di assicurare la continuità produttiva. 

Nel momento in cui fu chiaro che non sarebbe stato possibile mettemmo in campo l'idea dello smantellamento degli impianti come strumento di reimpiego dei lavoratori, risanamento ambientale e liberazione contestuale di aree per nuovi investimenti. 

Il sindacato e le istituzioni hanno ben operato sul corretto e pervasivo utilizzo degli ammortizzatori sociali, anche con interventi straordinari. Si sapeva che la transizione sarebbe stata dura e ricordo a me stesso i giorni nei quali nessun investitore credibile bussava alle porte del territorio. 

La migliore risposta che oggi si può dare al disagio sociale (che va fronteggiato con tutti gli strumenti disponibili) è sostenere unitariamente le istituzioni e le forze sociali nell'incalzare Aferpi perché ottemperi rapidamente agli impegni assunti; occuparsi dei temi che riguardano le altre imprese (su Magona si attendono risposte dal MISE sulla questione dei costi energetici); procedere, come si sta facendo, nell'attuazione della parte degli Accordi sottoscritti dedicata alla diversificazione economica.

2) A nessuno sfugge quanto sia determinante la variabile tempo. L'azienda velocizzi al massimo la presentazione dei progetti per il forno elettrico (che dovrà essere di ultima generazione e non usato), l'attivazione della procedura di VIA e quella relativa al rilascio dell'AIA: troverà negli uffici regionali tutta l'attenzione necessaria. Apprezzabile che si pensi di affrontare questa fase di passaggio assicurando la massima saturazione possibile dei laminatoi.

3) Lo stesso dicasi per la demolizione delle strutture e degli impianti dismessi. Mi permetto solo di evidenziare che questo enorme segmento di attività rappresenta non solo l'occasione per impegnare lavoratori in cassa integrazione e coinvolgere imprese locali, ma anche una opportunità per sperimentare buone pratiche di riuso (degli impianti), riciclo (dei materiali: acciaio, ferro, rame, calcestruzzo demolito, ecc…..) e smaltimento in condizioni di sicurezza e prossimità di ciò che non può essere recuperato. Si deve lavorare perché questa opportunità sia colta nel territorio.

4) Riflessione analoga, in riferimento ai tempi e al principio del riciclo (in questo caso dei rifiuti industriali stoccati e di quelli che saranno prodotti a regime), vale per la definizione dei progetti di infrastrutturazione logistico-portuale di cui Aferpi sta positivamente discutendo con l'Autorità Portuale in relazione alle concessioni demaniali, nonché per la messa in sicurezza dei suoli.

5) Riterrei infine urgente la precisazione, sempre da parte di Aferpi, di un masterplan urbanistico-territoriale dal quale si evinca, senza che ciò abbia le caratteristiche di dettaglio proprie di un progetto, l'assetto che si intende dare al complesso delle aree acquisite: localizzazioni, collegamenti, destinazioni d'uso. La conoscenza dell'approdo finale renderebbe comprensibili le scelte di percorso, oltre ad indirizzare le attività puntuali di bonifica.

L'azienda deve essere veloce per consentire alle istituzioni di essere veloci. La vischiosità genera incertezza e il perdurare dei problemi irrisolti, i drammi reali di tante famiglie, delle imprese dell'indotto, le difficoltà dei commercianti e degli artigiani sono al centro della nostra preoccupazione. Sappiamo bene che saranno solo i fatti e i risultati ad incaricarsi di archiviarli.

Ad Aferpi dico "la Regione Toscana c'è, noi ci siamo, sappiamo che l'operazione è complessa e ci siamo", ma anche che questo nostro territorio è gravemente provato e non c'è altro tempo da mettere in mezzo".



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