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Attualità giovedì 04 giugno 2020 ore 16:31

Donazione per il centro di riabilitazione Covid

Il centro di riabilitazione Covid a Campiglia Marittima

Circa ventimila euro di apparecchiature donate dalla multinazionale Verallia al centro di riabilitazione Covid allestito a Campiglia Marittima



CAMPIGLIA MARITTIMA — Due ecografi e un elettroencefalografo dal valore complessivo di circa 20mila euro sono stati donati e consegnati dalla multinazionale Verallia al centro di riabilitazione di Campiglia Marittima.

“Questo dono – ha spiegato Cristina Laddaga, direttore Area Sud del Dipartimento di Riabilitazione dell’Azienda USL Toscana nord ovest – ci permetterà di migliorare ulteriormente la qualità del servizio offerto all’interno della struttura che, dal momento della sua evoluzione in centro di riabilitazione per pazienti in uscita dal Covid ha ospitato circa 40 persone prevenienti non solo dalle province di Livorno e Pisa per le quali è stato pensato, ma anche dal resto del territorio della Usl Toscana nord ovest come Massa e Lucca. La struttura di Campiglia ha così acquisito una visibilità e una importanza che non aveva probabilmente mai avuto, divenendo appetibile per una utenza che ha trovato una risposta che prima non esisteva. Questo è stato reso possibile anche grazie agli investimenti fatti dall’Azienda sia in termini di risorse mediche, infermieristiche e tecniche messe a disposizione, sia di dotazioni strutturali che hanno portato i posti letto a 24 raddoppiando quelli dotati di ossigeno”. 

“Ringrazio la Verallia per il dono e l’attenzione dimostrata nei confronti di questa struttura così apprezzata e amata da tutto il territorio. La sede di Campiglia, negli anni, è divenuta sinonimo di riabilitazione per questo è importante che il servizio sia sempre adeguato alle novità anche tecnologiche come quelle donate. – ha detto Alberta Ticciati, sindaco di Campiglia Marittima – Il centro, durante l’emergenza Covid, ha fatto la sua parte. Di questo tutti dobbiamo andarne fieri anche se in alcune fasi ci sono state difficoltà nel normale processo di condivisione delle scelte. La struttura ha molto da dare ai nostri cittadini e a quelli di tutto il territorio dell’Azienda sanitaria e continuerà a farlo arricchito anche dall’esperienza di questi mesi”.

Per la ditta donatrice erano presenti alla cerimonia di consegna Antonino Virgillito, direttore supply chain, e Marco Zulli, responsabile del personale.

“La nostra azienda, una multinazionale che produce contenitori in vetro – fanno sapere i due rappresentanti – ha, come molte altre, dovuto affrontare mesi molti impegnativi durante i quali non ha chiuso neanche un giorno pur dando precise garanzie di sicurezza a tutto il suo personale. Tra i propri valori coltiva una responsabilità sociale alla quale, pur nella difficoltà, non ha voluto rinunciare. Per questo nel nostro piano di sostegno alle comunità locali abbiamo valutato il progetto portato avanti dalla struttura di Campiglia come innovativo e lungimirante per la lotta al Covid ritenendolo quindi meritevole del nostro concreto sostegno. Siamo convinti che gli apparecchi donati possa essere molto utili alla comunità e al centro non solamente in questa fase, ma anche in tutte quelle che verranno”.

“Gli strumenti donati – ha concluso Marco Bresci, coordinatore del progetto per la riabilitazione dei pazienti in uscita dalle fasi acute del Covid – permetteranno di poter compiere analisi importanti direttamente a bordo del letto, una caratteristica fondamentale per questo tipo di pazienti che, soprattutto nelle prime fasi, hanno grosse difficoltà a compiere qualsiasi movimento. Il Covid si è dimostrata una malattia impegnativa per molti pazienti, alcuni hanno perso anche 25 chili. Hanno bisogno di interventi riabilitativi di carattere respiratorio, ma non solo. Presentano difficoltà di deglutizione o di movimento magari per esser rimasti per giorni intubati e fermi nei letti delle rianimazioni, ma hanno bisogno anche di riabilitazioni cardiologiche rese possibili grazie al supporto del dottor Elio Venturini. I nuovi apparecchi permettono valutazioni in tempo reale sugli organi offrendo margini di recupero incredibili che mostriamo ai pazienti stessi con filmati realizzati al momento dell’ingresso e a quello della dimissione che avviene generalmente tre settimane dopo”.



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