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Attualità Giovedì 26 Febbraio 2026 ore 16:40

Coldiretti, "stop cinghiali e pale eoliche"

Cento giorni per dare risposte con 12 priorità in un documento consegnato alla Regione. L'assessore Marras ha annunciato un pacchetto ad hoc



PROVINCIA DI LIVORNO — L’eradicazione dei cinghiali sull’Isola d’Elba con la nomina di un commissario e lo stanziamento delle risorse per attuarlo e lo stop al fotovoltaico selvaggio e alle pale eoliche nella Valdicornia – e nel resto della regione - con la richiesta urgente di varare una legge sulle aree idonee per liberare il campo da ogni tentativo di speculazione: sono tra le priorità contenute nel manifesto di Coldiretti “100 giorni per dare risposte” che 4 mila agricoltori toscani, centinaia dalla provincia di Livorno e dall’Arcipelago, hanno portato fin sotto le finestre del consiglio regionale riunito in seduta. 

Un sit-in pacifico ma molto rumoroso e colorito, come è nello stile di Coldiretti, per consegnare agli attori della politica regionale il dossier con le 12 priorità per sostenere il settore, rilanciare le filiere, affrontare le tante emergenze e tutelare l’ambiente, motore di qualità dell’agroalimentare.

“Il piano di eradicazione dei cinghiali per l’Elba, che ricordiamo è stata definita area non vocata a questa specie anche grazie al nostro costante pressing, non può restare solo nelle intenzioni. Chiediamo la nomina di un commissario e lo stanziamento delle risorse necessarie per attuarlo. – ha rilanciato dal palco il presidente provinciale, Simone Ferri Graziani – La Valdicornia, come molte aree della nostra regione, penso al recente caso anche dell’Oasi dei Poggini nella Valdera, sono oggetto di tentativi di speculazione da parte di imprese e compagnie che vorrebbero sottrarre terra fertile e devastare irrimediabilmente il paesaggio installando distese di pannelli e gigantesche turbine. Coldiretti è a favore della transizione energetica, del solare sui tetti e dell’agrivoltaico avanzato che non consuma suolo ma va definita al più presto la cornice normativa e le aree cosiddette idonee dove questi impianti potranno nascere. L’assenza di questa normativa rischia di creare una situazione irreparabile. Laddove questi progetti creano conflitto con ambiente, agricoltura, comunità e paesaggio e divorano terreno destinato alla produzione di cibo devono essere vietati. Siamo sicuri che la Regione Toscana farà la scelta giusta arrivano a legiferare in questo senso”.

Non solo cinghiali e transizione energetica. I 12 punti fotografano le necessità di un comparto in affanno che deve fare i conti con l’aumento dei costi di produzione, prezzi al ribasso, cambiamenti climatici, fitopatie ed ungulati.

Secondo Coldiretti serve innanzitutto una vera semplificazione amministrativa: la burocrazia è diventata un “dazio occulto” che blocca investimenti e liquidità. Basta controlli ripetuti e sovrapposti: occorre utilizzare pienamente il Registro Unico dei Controlli e applicare la diffida prima delle sanzioni. Le principali filiere regionali – dal latte ai cereali, dall’ortoflorovivaismo al vino – sono sotto pressione tra crisi di mercato, fitopatie, aumento dei costi e pratiche sleali. Servono tavoli permanenti, un fondo regionale per le emergenze e strumenti finanziari efficaci.

Allo stesso tempo è indispensabile prevedere le risorse regionali per le assicurazioni agricole e per la gestione delle emergenze sanitarie animali. Centrale è il tema dell’acqua (e dei suoi costi), delle strategia su invasi e reti irrigue, e quello della fauna selvatica con le azioni di contrasto alla diffusione della peste suina e l’approvazione del piano faunistico venatorio regionale. Occorre difendere il suolo agricolo produttivo, sostenere le aree interne e potenziare il servizio fitosanitario. Infine, servono misure per affrontare la carenza di manodopera stagionale e una forte azione di tutela del cibo toscano, con etichette chiare sull’origine e lo stop agli inganni con la modifica del codice doganale che “legalizza” il falso Made in Tuscany. Richieste a cui la Regione Toscana, per bocca dell’assessore all’agricoltura Leonardo Marras e della presidente del Consiglio regionale, è pronta a dare seguito.

I segnali, arrivati dal palco di Via Cavour, come spiegano da Coldiretti, sono promettenti come l’impegno dell’assessore regionale Marras a presentare un pacchetto agricoltura che semplifichi – proprio come sollecitato da Coldiretti – aspetti legati all’edilizia, all’urbanistica e ai controlli, troppi, inutili, che le imprese subiscono. Assicurate anche nuove risorse, circa 140 milioni del cassetto del completamento di sviluppo rurale da mettere a disposizione del mondo agricolo. Compatta è arrivata anche la risposta del consiglio regionale, riunito per l’assise, che ha interrotto i lavori per partecipare al presidio e comunicare l’avvenuta approvazione all’unanimità – era una delle richieste – della mozione con prima firmataria la presidente della commissione Sviluppo Brenda Barbini a sostegno della modifica del codice doganale per mettere un freno al fenomeno dell’italian sounding.

Con questo atto la Regione si fa carico, e si impegna a sollecitare il Governo affinché il nostro Paese chieda all’Europa la revisione del criterio dell’ultima trasformazione. Un sostegno invocato anche ai comuni della provincia di Livorno invitati a votare la mozione presentata da Coldiretti per modificare la disciplina del Codice Doganale dell'Unione, in particolare l’articolo 60, che consente di attribuire l’origine di un prodotto al Paese dell’ultima lavorazione sostanziale, anche quando la materia prima agricola proviene dall’estero.


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