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Politica Mercoledì 27 Maggio 2026 ore 13:33

Sulla mozione Flotilla bagarre in consiglio

La questione si è aperta non sulla condanna al governo israeliano ma per la modalità in cui i consiglieri di minoranza hanno spinto per la discussione



PIOMBINO — "Ci ha però lasciato perplessi l’atteggiamento assunto dalle forze di opposizione nel corso del Consiglio comunale del 25 Maggio. - lo ha confessato la lista civica Ferrari sindaco - Nella mattinata è stata presentata una mozione per condannare l’accaduto, peraltro con un errore tecnico, trattandosi in realtà di un ordine del giorno. Il documento è stato presentato all’inizio dei lavori, come previsto dal regolamento nei casi di massima urgenza. Tuttavia, la situazione non appariva più tale, dal momento che i fatti si erano già verificati e che un atto di condanna politica non presenta particolari esigenze temporali, soprattutto in un’assemblea consiliare le cui competenze sono prevalentemente di carattere amministrativo. Naturalmente nulla osta alla discussione di questioni di rilievo politico nazionale o internazionale, che talvolta possono essere anche legittime e opportune. Come previsto dal regolamento, la mozione, trasformata in ordine del giorno, è stata quindi collocata all’ultimo punto dell’ordine dei lavori. Le opposizioni hanno chiesto di discutere immediatamente il documento, ma essendovi numerose questioni amministrative da affrontare, molte delle quali presentate dalle stesse opposizioni, la maggioranza ha deciso di mantenere invariato l’ordine dei punti da trattare. A quel punto le opposizioni hanno scelto di ritirare progressivamente i documenti iscritti all’ordine del giorno, fino ad arrivare alla discussione del testo sulla Flotilla".

La scelta ha scatenato delle tensioni tra i consiglieri presenti in aula consiliare, con accese discussioni e prese di posizione decise. Per esempio la consigliera della lista Ferrari sindaco Rosy Di Falco, nonché presidente della Commissione per le pari opportunità, ha lasciato l'aula dopo che è stato ritirato anche l'ordine del giorno sul tema della violenza e del consenso. "Non posso accettare che un tema come la violenza sulle donne venga trattato come un argomento sacrificabile, da mettere da parte per accelerare i tempi su altro", ha commentato Di Falco spiegando la sua posizione in post pubblica sul suo profilo social.

"Il documento sulla Flottilla sarebbe comunque stato approvato da tutti, seppure con alcuni emendamenti. - hanno proseguito dalla lista Ferrari sindaco - Tuttavia, alcuni consiglieri della lista civica hanno votato contro e altri hanno lasciato l’aula per evidenziare la propria contrarietà al metodo adottato dalle opposizioni, ritenendo che un messaggio politico, pur condivisibile nel merito, sia stato anteposto a questioni riguardanti direttamente la città e la comunità amministrata. Tutto ciò rientra pienamente nel normale confronto politico ed è avvenuto nel rispetto del regolamento comunale e delle prerogative dei consiglieri. Resta però evidente un certo malumore, soprattutto nell’area più civica e meno incline alle strumentalizzazioni politiche. Non a caso, proprio tra i consiglieri della nostra lista sono emerse le maggiori perplessità sul metodo adottato, mentre i partiti, trasversalmente, hanno poi votato a favore dell’ordine del giorno".

Sulla posizione della consigliera Di Falco ha replicato Rifondazione Comunista ritenendo, la sua, una polemica surreale

"La mozione sul tema della violenza sessuale e del consenso era una mozione presentata da Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana. Nessuno l’ha considerata un tema di serie B, anzi: siamo stati noi a portarla in Consiglio comunale e verrà ripresentata nella prossima seduta. A scanso di equivoci, la mozione è già stata ripresentata questa mattina per la prossima conferenza dei capigruppo. Proprio perché consideriamo la violenza sulle donne un tema serio, pensiamo che meriti qualcosa di più di una polemica buona per un post Facebook. Ci colpisce soprattutto una cosa: la consigliera Di Falco parla di argomento prioritario e imprescindibile, ma in tutto questo tempo non ha mai presentato una mozione o un’iniziativa propria sul tema nel suo ruolo di presidente della Commissione Pari Opportunità. Se si riteneva così urgente discuterne, forse sarebbe stato più utile lavorare per costruire un atto condiviso invece di usare la questione per attaccare le opposizioni".


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