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Attualità Sabato 11 Luglio 2026 ore 09:38
Rinnovabili, nuovo appello alle istituzioni

Legambiente è intervenuta dopo aver fatto il punto durante la riunione della Commissione Energia regionale
TOSCANA — Si è tenuta giovedì 9 luglio la riunione della Commissione Energia di Legambiente Toscana, cui hanno partecipato presidenti di Circolo, componenti del Comitato Scientifico nazionale e molti consiglieri del Direttivo Regionale. All’unanimità è stato convenuto di ribadire pubblicamente la posizione sulla fase storica che stiamo attraversando e dire chiaramente la posizione di Legambiente in fatto di transizione energetica.
“La domanda ora che, come rete associativa, ci facciamo è: ci può bastare una draconiana politica di adattamento, pur necessaria e ineludibile, fondata sullo stop al consumo di suolo, sul ripristino della natura e sulla ricostruzione delle reti ecologiche anche e soprattutto in ambiente urbano? La risposta che ci suggerisce la scienza è: no, non basta. Occorre mettere in opera una politica, altrettanto seria e rigorosa, di mitigazione del rischio climatico. E la leva principale per raggiungere l’obiettivo è decarbonizzare la nostra economia. L’energia da sola, entro questa strategia, pesa per il 75% del totale. Dobbiamo in altri termini cessare, quanto prima, ogni dipendenza dalle fonti fossili, responsabili del surriscaldamento in atto. E per sostituire un modello che nel corso del tempo ha generato guerre, conflitti e disuguaglianze sempre più insostenibili, non ci sono scorciatoie. Occorre pianificare un sistema energetico basato esclusivamente su quelle fonti che sono di facile reperibilità e non climalteranti. Sole, vento e acqua sono la risposta più ovvia, più civile, più democratica e più conveniente che le tecnologie del XXI secolo ci consegnano”.
Per Legambiente, “perorare lo sviluppo delle rinnovabili (fotovoltaico, agrivoltaico, eolico, geotermico, minihydro) sui nostri territori non significa, per noi, cedere alla tentazione della deregulation. Noi vogliamo invece che le Istituzioni pianifichino ordinatamente quella che ormai è chiaro a tutti sarà una rivoluzione pervasiva. Di modello, di processo, tecnologica. Chiediamo pertanto ai decisori di governare questa fase, anziché subirla passivamente. E d’altra parte è ozioso ascoltare oggi levate di scudi contro presunte speculazioni del mercato, quando si è scelto deliberatamente di rimpallarsi le potestà di pianificazione al riguardo”.
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