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Attualità Mercoledì 27 Maggio 2026 ore 11:51

"Piombino rifiuta di diventare un hub militare"

Usb: "Molto è ancora da fare per ostacolare e e interrompere il va e vieni di queste navi. Ma la mozione approvata ieri è un piccolo strumento in più"



PIOMBINO — Il Consiglio comunale di Piombino ha espresso la contrarietà rispetto alla crescita delle attività di carico e scarico di armi, mezzi militari ed altro materiale ad uso bellico nel porto della città. 

La votazione favorevole del Consiglio comunale di una mozione al riguardo presentata dai consiglieri di Rifondazione Comunista Fabrizio Callaioli e Dario Filippi. 

"Rappresenta senza dubbio un passo avanti, un passaggio figlio di un lungo percorso e che dovrà accompagnare una lotta che non è ovviamente finita. - ha commentato l'Unione sindacale di base - Diverse realtà cittadine, tra cui anche il nostro sindacato e ovviamente il gruppo delle Donne in Nero, si sono lungamente spese perché la politica cittadina prendesse posizione e si attivasse concretamente contro il progressivo scivolare delle attività portuali verso l'ambito militare. Il voto di ieri dimostra che non è vero che lottare e protestare non serve a niente. Consideriamo il voto di ieri anche un frutto positivo dell'aver lavorato affinché l'opposizione ai movimenti di armi nel porto non andasse separata da quella contro il rigassificatore, riuscendo a portare questa saldatura di lotte anche nella manifestazione cittadina dell'11 Aprile scorso".

"Dire no alla militarizzazione del porto di Piombino significa per noi tenere aperta la possibilità di un vero rilancio e potenziamento della sua funzione civile e commerciale, la sola che può garantire vere ricadute positive in termini di sviluppo economico e di posti di lavoro. Dire no alla logistica e all'economia della guerra significa cioè stare dalla parte di Piombino e del suo diritto al futuro. - hanno proseguito dall'Usb - Non ci illudiamo e invitiamo a non illudersi. Molto è ancora da fare per ostacolare e e interrompere il va e vieni di queste navi. Ma la mozione approvata ieri è un piccolo strumento in più a disposizione di chi vorrà tentare di farlo, sapendo che altrove questo è stato già possibile. Dimostrare con sempre maggiore incisività che Piombino rifiuta di diventare un hub militare è la difficile sfida che abbiamo davanti, sfida a cui non ci sottrarremo".


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