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Attualità Venerdì 27 Marzo 2026 ore 09:36

“Continuiamo a chiedere stop armi nel porto”

Sabato 28 le Donne in nero di Piombino alla manifestazione internazionale a Roma. Lunedì 30 Marzo in città l’ambasciatrice Elena Basile



PIOMBINO — Lunedì 30 marzo è previsto a Piombino il ritorno dalla Germania, dove si è svolta un’esercitazione NATO, della nave Capucine. Il gruppo delle Donne in nero di Piombino tornano a porre una lente sul passaggio di materiale bellico dal porto locale.

“In questi mesi abbiamo fatto incontri con sindacati confederali e non sulla questione, evidenziando anche la pericolosità della concomitante presenza di materiale esplosivo presente sulle navi Capacine e Severine e la presenza di metaniera in porto. Questi ci hanno permesso una lettura delle azioni portate avanti dagli operatori portuali piombinesi. Malgrado lo scarso ritorno di contenuto di tali incontri, noi continuiamo a chiedere che si lavori affinché armi e mezzi militari non entrino in porto”.

Lunedì 30 le Donne in nero non saranno presenti sul porto perché sarà in città l’ambasciatrice Elena Basile alle ore 16,30 presso la sala del quartiere Perticale.

Il gruppo ha inoltre ricordato che il 28 marzo sarà presente a Roma in occasione della manifestazione internazionale contro le guerre.

“Governi ultraliberisti creano spesso diversivi per allontanare l’attenzione e il dibattito sulle spese militari, attivando discussioni politiche sterili sui diritti civili e sulle battaglie di genere che, creando divisioni, nascondono politiche speculari della destra e della cosiddetta sinistra parlamentare rispetto al tema del riarmo. - hanno commentato - Il nostro gruppo sarà a Roma perché non crede che il governo di Israele sia democratico, così come altri dei suoi alleati invischiati nel genocidio del popolo palestinese, in una guerra diretta senza fine contro l’Iran, contro la Russia, e indirettamente contro la Cina. Il valore di ciò che definiamo democrazia non può essere esportato con l’uso della violenza e degli eserciti. La democrazia non è un traguardo ma una strada, una strada da esplorare al fianco di popoli che, grazie alle loro diversità, possano rendere più piacevole il percorso. Saremo a Roma portando dentro di noi il dolore del popolo cubano schiacciato dall’arroganza degli USA e dal silenzio della comunità internazionale. Crediamo che nessun popolo sia nostro nemico e che l’unico nemico dei popoli provenga dalla volontà di sopraffazione del più forte: quindi no Kings, no armi, no Gnl, no genocidio”.

L’obiettivo liberare il porto dal rigassificatore e dalla movimentazione di armi.


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