RIGASSIFICATORE Giovedì 12 Marzo 2026 ore 09:09
Usb, "Manifestiamo contro armi e rigassificatore"

L'Unione sindacale di base in vista della manifestazione di Aprile si schiera al fianco dei comitati noRigass
PIOMBINO — "Via il rigassificatore e stop ai traffici di armamenti nel nostro porto! Piombino non si arrende né si arruola!", così il sindacato Usb ha fissato la sua posizione rispetto alla situazione all'interno del porto di Piombino.
"Il governo Meloni rischia adesso di trascinarci ancora più a fondo in una spirale di guerra. Dopo il suicidio energetico, investimento nei rigassificatori e obbligo di acquistare e strapagare il GNL dagli USA e dai loro alleati, abbiamo avuto la corsa dell'inflazione che si è mangiata i nostri salari e gli aumenti ridicoli degli ultimi rinnovi contrattuali. Poi è venuto il declino produttivo dovuto ai dazi USA e il piano europeo per il riarmo tagliando i fondi alla scuola e alla sanità. Cosa altro ci mancava? La benzina a 2 euro e passa. Tutto ciò non è lontano da una piccola città come Piombino, e ogni giorno che passa lo vediamo in maniera sempre più preoccupante. Ad esempio riguardo al rigassificatore e ai traffici di armi nel nostro porto. - hanno commentato - Il governo Meloni ha già fatto capire che vuole tenere il rigassificatore anche dopo la durata dei 3 anni sancita dalla sentenza del TAR Lazio. I partiti che governano la Regione Toscana e il Comune di Piombino coltivano i propri equilibrismi per salvare una faccia a cui non crede più nessuno ormai. Lo avevamo già scritto a Dicembre e a Gennaio e lo ribadiamo anche oggi e nelle settimane seguenti: non c'è alternativa a una lotta di popolo, senza delegare alle rappresentanze istituzionali il compito di conquistare un altro futuro e un altro sviluppo per Piombino".
"Non bastavano i rischi per la sicurezza connessi alla presenza del rigassificatore in un porto così vicino a una città che dispone di una sola via di fuga in caso di emergenza, da mesi assistiamo anche a un crescendo di materiale bellico e di esplosivi nel porto di Piombino, anche in contemporanea al transito delle navi metaniere. - hanno proseguito - Tutto ciò per noi è inaccettabile, pericoloso per la città, per il traffico passeggeri da e per l'Elba e ovviamente anche per chi lavora nell'area portuale. E rende inoltre la nostra città partecipe di traffici di morte e distruzione verso teatri di guerra presenti o prossimi a scoppiare. Mercoledì 11 Marzo, questa deriva ha fatto un ulteriore salto di qualità: dopo il maxi-imbarco di mezzi blindati del 27 Gennaio scorso, le operazioni di carico-scarico di esplosivi della nave Severine hanno coinvolto anche Piombino Logistics e Jsw per poi essere trasportate su rotaia".
I lavoratori e le lavoratrici, le classi popolari di questa città non possono più voltarsi dall'altra parte".
"Questa dunque la linea che intendiamo portare avanti nelle prossime settimane, partecipando e contribuendo alla manifestazione popolare dell'11 Aprile prossimo contro il rigassificatore e i traffici di armi nel porto di Piombino.
Affinché la nostra città non diventi un obiettivo militare e torni al centro di veri investimenti in grado di rilanciare l'economia e l'occupazione".
Per questo l'invito a partecipare all'assemblea del 13 Marzo alle 17 in piazza Cappelletti promossa dai comitati Salute Pubblica e La Piazza,
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