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domenica 08 dicembre 2019

Attualità venerdì 04 ottobre 2019 ore 09:10

Piano Cave, da rivedere fabbisogno e tutele

Sul Piano Cave regionale la sindaca Ticciati ha le idee chiare e in linea con il programma elettorale. Saranno presentate delle osservazioni



CAMPIGLIA MARITTIMA — Un percorso condiviso e il più possibile allargato con le forze politiche e la cittadinanza, per andare a presentare le osservazioni del Comune di Campiglia Marittima al Piano regionale delle cave adottato dalla Regione Toscana entro il 20 Ottobre.

La sindaca Alberta Ticciati, nell’ambito di una conferenza stampa, ha tracciato il quadro anticipando anche che, già dal prossimo consiglio comunale, l’argomento sarà affrontato attraverso la discussione dei documenti che i gruppi consiliari hanno chiesto di inserire all’ordine del giorno. La linea per Ticciati è chiara: andare all’esaurimento dei quantitativi di escavazione già autorizzati, in sintonia con quanto da tempo previsto nei documenti della passata Amministrazione e nel piano strutturale ad oggi pronto sulle scrivanie dei sindaci Ticciati e Ferrari, in attesa di conoscere la volontà politica del Comune di Piombino. 

Ticciati ha rilevato che “il Comune si è attivato verso la regione inviando i propri contributi fin dalla fase di studio nel 2017 per la redazione del nuovo Piano strutturale e poi nel 2018 per la definizione del Piano regionale delle cave chiedendo alla Regione di istituire un tavolo di confronto e approfondimento per la Val di Cornia nel quale lavorare ad uno studio approfondito del territorio, dei suoi bisogni, delle sue tipicità e criticità, lavorando non soltanto alla diminuzione dell’utilizzo di materiale vergine di cava, ma anche all’investimento in sistemi di bonifica e produzione di materiali di riciclo da sostituire almeno parzialmente ai materiali vergini (tavolo non formato, così come non sono stati presi in considerazione gli studi inviati)”.

Rispetto al passato quando la Regione tracciava una cornice normativa e il piano era definito dalle Province, adesso il tutto è competenza della Regione che individua giacimenti ed escavazioni in base fabbisogno regionale stimato.

Oggi ci troviamo di fronte ad un Piano regionale delle cave adottato che stima un fabbisogno nell’arco ventennale di 21.669.820 metri cubi di materiali da scavare suddiviso tra Campiglia e San Vincenzo nei giacimenti di Montecalvi, che rappresenta il 60% del fabbisogno regionale. A conti fatti per il Comune di Campiglia, rispetto ai dati dei quantitativi dello storico in possesso dell’ente degli ultimi 10 anni, questi numeri non sono compatibili con un fabbisogno ventennale ma trentennale, e questo è già un punto fortemente critico del piano. 

Da sottoporre all’attenzione della Regione Toscana con le osservazioni è la dichiarazione d’interesse nazionale di sette siti all’intero del parco archeominerario di San Silvestro recentemente varata dal MIBAC che pone un vincolo attenzionando la criticità della vicinanza tra siti tutelati e cave, e indicando come auspicabile l’apertura di un allargamento di tale tutela anche alle limitrofe aree private che posseggono medesimi caratteristiche e tipicità.

Tutti questi temi saranno oggetto delle osservazioni e saranno illustrati alla cittadinanza in un’assemblea pubblica nelle prossime settimane, prima quindi dell’invio alla Regione.



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