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Lavoro Martedì 17 Marzo 2026 ore 13:48

"Così la Magona fa la fine delle acciaierie"

Camping Cig: "Al sindacato chiediamo non di aspettare fiduciosi il 18 Marzo. Proclamino lo stato di agitazione ed a Roma portino i lavoratori"



PIOMBINO — "In Magona, mentre continua il tira e molla tra chi vuole vendere e chi vuole comprare lo stabilimento, gli operai riscuotono solo parte gli stipendi ed i cassaintegrati aumentano". Questa la fotografia scattata dal coordinamento Art. 1 Camping Cig commentando la situazione per la fabbrica piombinese. 

"Il governo, i partiti governativi, gli operai, i sindacati maggioritari si limitano ad osservare e sperare o auspicare che lo stabilimento venga venduto. - hanno proseguito - Sperano che il nuovo imprenditore compri o affitti un ramo d'azienda per permettere la ripresa della produzione. Intanto il tempo passa e non solo gli operai stringono la cinghia ma lo stabilimento perde clienti e commesse, gli impianti invecchiano e senza una manutenzione efficiente vanno in malora. Allora basta assistere passivamente!".

"Al sindacato chiediamo non di aspettare fiduciosi il 18 Marzo e dichiararsi addirittura disposti ad aspettare ulteriormente per non disturbare la trattativa di vendita. - hanno commentato - I sindacati proclamino lo stato di agitazione ed a Roma portino i lavoratori e di fronte un nuovo rinvio abbiano il coraggio di scegliere una strada alternativa al tira e molla vergognoso tra Liberty e Trasteel. Non abbiamo più tempo se continuiamo in questo modo la Magona farà la fine delle acciaierie". 

Camping Cig torna a proporre l'intervento diretto del Governo che, mediante affitto del ramo d'azienda, dia inizio al rilancio della produzione e dello stabilimento.

"I milioni necessari a tale operazione sono relativamente pochi rispetto alla prospettiva di anni di cassa integrazione, sussidi ai licenziati o a tutti i soldi che a Piombino sono stati regalati alle multinazionali. Una volta rilanciato lo stabilimento lo Stato potrà decidere se procedere alla vendita e trarne profitto o rimanere socio", hanno concluso dal coordinamento.


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