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Politica lunedì 25 maggio 2020 ore 09:32

Parchi, per il Gruppo 2019 così non ingrana

I consiglieri comunali del Gruppo 2019

Gruppo 2019: “La continua lotta tra i comuni soci animata oggi da Campiglia e l’incertezza sull’anno in corso devono cessare”



CAMPIGLIA MARITTIMA — “Le dinamiche politiche hanno determinato una profonda spaccatura all’interno dei Comuni soci della Parchi Val di Cornia”. Questa è l’analisi del Gruppo 2019.

“San Vincenzo ha affidato Rimigliano alla gestione dell’azienda che tratta i rifiuti, il che rende superfluo ogni commento, Piombino ha avviato la stagione aprendo i musei sul suo territorio comunale con una inaugurazione cui erano presenti solo i responsabili piombinesi, Campiglia non ha ancora sottoscritto il contratto di servizio, di cui ovviamente le opposizioni nulla sanno, e continua a sollevare obiezioni sul CdA nominato ormai mesi fa. - ha commentato il gruppo consiliare di minoranza - Le condizioni in cui il progetto della Parchi era finito con la fine delle precedenti amministrazioni erano gravi ed era difficile immaginare che tuttavia il 2020 avrebbe segnato il punto di regressione finora più acuto dell’originario progetto di gestione unitaria e coordinata del patrimonio ambientale, storico e archeologico della Val di Cornia”.

“Appare anche evidente che ormai per quest’anno i giochi sono fatti e impuntarsi come fa il Comune di Campiglia è sbagliato e rischioso perché il sito di San Silvestro ha bisogno di avere garanzie immediate sulla stagione in corso ed è da escludere che Campiglia possa fare a meno della Parchi evenienza sciagurata per cui non avrebbe neppure le risorse. - ha aggiunto il Gruppo 2019 - La sfida che le cinque amministrazioni della Val di Cornia hanno dinnanzi è far sì che il 2021 segni il vero punto di ripartenza del progetto Parchi Val di Cornia secondo i principi originari, quelli della convenzione del 2002 che Ticciati cita ma che mina alla base continuando in un duello pericoloso con gli avversari del Comune di Piombino”.

Sotto la lente del Gruppo 2019 anche l’operato del CdA che dovrà garantire ”trasparenza della gestione societaria, il rilancio dello spirito solidaristico e mutualistico nella gestione del patrimonio che sempre più è invece considerato separatamente da ciascun comune come un pezzo a sé da gestire separatamente“.

Il rischio, secondo il Gruppo 2019, è che continuando così si arriverà alla fine della società Parchi. E infine l’appello: “Recuperare valori perduti per rendere il progetto Parchi attuale e competitivo, a prescindere dai colori politici giacché le istituzioni non ne hanno, è l’unica via percorribile”.



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