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Politica venerdì 16 luglio 2021 ore 09:30

"Un piano strutturale già vecchio venti anni fa"

Venturina

Il Gruppo 2019 ha posto la lente sul Piano strutturale iontercomunale ed evidenziato criticità e progetti già superati



CAMPIGLIA MARITTIMA — Dal Gruppo 2019 una serie di considerazioni rispetto al Piano strutturale intercomunale di Piombino e Campiglia Marittima.

"Il Piano Strutturale Intercomunale avrebbe dovuto segnare un’inversione di tendenza netta sia perché è sotto gli occhi di tutti che quelle scelte hanno prodotto pochi benefici effimeri e molti danni che dureranno nel tempo, sia perché non esistono più motivazioni economiche per la riproposizione di certe scelte urbanistiche. - hanno evidenziato in una nota - Va detto che il Piano Strutturale nasceva già malato, con lo sdoppiamento degli strumenti sovra comunali e una visione evidentemente limitata e parziale della Val di Cornia, delle sue potenzialità e delle criticità. Le previsioni del Piano, rappresentano però un ostacolo concreto alla possibilità, forse l’ultima che rimane a questo territorio, di orientare verso un diverso modello l’economia e ricostruire un tessuto sociale ed imprenditoriale che possa affondare le radici in un contesto territoriale ben pianificato e ricco di opportunità".

"Il primo enorme problema che riguarda il Comune di Campiglia è il concetto di collaborazione tra attività estrattive e progetti di tutela del patrimonio archeologico, ambientale e culturale, ovvero la coesistenza e collaborazione tra cave e parco archeominerario. - hanno sottolineato - Un assurdo logico oltreché un balzo indietro nella pianificazione giacché, pur con esiti nulli, il vigente Piano Strutturale riconosceva nelle cave una attività esauribile, di grande impatto e in palese contrasto con gli obiettivi di valorizzazione territoriale. Da ciò la previsione di pianificare una riconversione per tale attività. Oggi secondo il Comune di Campiglia, amministrato da una lista che si era presentata con una posizione di forte contrasto alle cave, quei problemi non esistono più".

"Anche sul consumo di suolo c’è molto da dire ma limitiamoci ai casi più eclatanti. - hanno aggiunto - Il Comune di Piombino prevede nuove edificazioni nel parco di Sterpaia, persino nel bosco, dimenticando che quel parco nasce proprio dal ripristino ambientale di aree lottizzate e urbanizzate, e pone le basi per la trasformazione delle Frabbricciane in un nuovo paese tra San Vincenzo e Piombino. Il Comune di Campiglia non è certo da meno, poiché ripropone il progetto morto e sepolto della Fonte di Sotto con i suoi 10mila metri cubi circa di edificazioni ai piedi del borgo di Campiglia, su area agricola di grande valore paesaggistico. Non è bastato il fallimento dell’operazione già tentata, si ripropone tal quale dimostrando l’incapacità di elaborare una nuova visione strategica per il futuro del territorio. Nel parco termale c’è una grande previsione sopra il cosiddetto parco della musica ma si tratta di un intervento del tutto scollegato dal resto dell’area che dimostra numerose criticità mai affrontate e che, con queste premesse, si candida ad essere solo appesantita dalla previsione. Insomma, se questa doveva essere l’occasione di cambiare passo, è malamente perduta".

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