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Attualità martedì 21 aprile 2015 ore 12:03

"Morti che devono pesare sulle coscienze di tutti"

Il Presidio "Rossella Casini" dell'associazione Libera di San Vincenzo e Castagneto sulla strage di migranti: "una triste storia che continua e anche le parole sono stanche"



CASTAGNETO CARDUCCI — "Proviamo un immenso dolore per queste morti innocenti. L'ennesima strage di migranti nel Mediterraneo è una triste storia che continua e anche le parole sono stanche". Ad intervenire sulla vicenda è il Presidio "Rossella Casini" dell'associazione Libera di San Vincenzo e Castagneto Carducci

"Sono morti che devono pesare sulle coscienze di tutti e dovono farci dire basta, basta ai trafficanti di morte, basta ai venditori di illusioni, basta a chi anche su queste morti fa propaganda, basta a chi cerca scorciatoie con leggi che negano diritti, alimentano illegalità e disperazione . scrivono - Le morti di questa ennesima, dolorosa e immane tragedia, non possono essere considerate una fatalità, come non possono essere quelle delle centinaia di migliaia di persone che, dal 1988 a oggi, dopo aver patito fame, guerre e violenze, hanno cercato di raggiungere un'Europa sognata come terra promessa e scoperta come fortezza, spazio chiuso e ostile".
"A ucciderle sono state allora leggi costruite per renderci ciechi e insensibili. Leggi che parlano di 'flussi' invece che di persone, che alimentano paure invece di costruire speranze - proseguono dall'associazione - leggi che hanno favorito indirettamente i traffici, le forme di sfruttamento e di violenza. Leggi, infine, a cui non basta più rimediare con la solidarietà, col cuore generoso di chi accoglie nella quotidianità o si prodiga nei soccorsi quando avvengono tragedie come quelle di queste ore",
E' chiaro il messaggio: "nessuno, sull'immigrazione, ha la ricetta in tasca, ma il forte elemento multietnico della nostra società, una realtà di fatto, piaccia o dispiaccia a qualcuno, ci impone di trovare il difficile punto di equilibrio tra accoglienza e legalità". "All'Italia e all'Europa, alla politica chiediamo un atto di coraggio: abbandonare la facile strada del consenso per imboccare quella difficile ma feconda della giustizia sociale - scrivono dall'associazione - Una politica che sia capace di trasformare quelle paure in speranze".
"Davanti a questa tragedia, come chiediamo conto alla politica, siamo chiamato anche noi come cittadini, come associazioni, come gruppi ad assumerci la nostra quota di responsabilità - concludono - Quel naufragio è anche figlio del naufragio delle coscienze, e solo una coscienza risvegliata, corresponsabile, restituirà a quelle persone la dignità che gli è stata tragicamente negata".

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