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Attualità giovedì 20 maggio 2021 ore 08:00

Cin, "Mise blocca ristrutturazione del debito"

Foto di repertorio

Per Compagnia di navigazione italiana il Mise avrebbe chiesto "due clausole illegali e inattestabili". Nessuna risposta alla richiesta di un tavolo



MILANO — Mancano pochi giorni al 24 Maggio, data dell'udienza in cui il tribunale di Milano dovrà pronunciarsi sulla richiesta di fallimento di Cin, richiesta dalla Procura (leggi qui l'articolo).

"Dopo che Cin ha raggiunto un accordo con il creditore chirografario (ovvero privo di garanzie) Tirrenia in AS, che prevede un soddisfacimento dell’80% del credito dovuto insieme alla concessione di garanzie ipotecarie, a fronte di una percentuale di recupero del suo credito quasi nulla e senza alcuna garanzia in caso diprocedure alternative, il Mise blocca sorprendentemente la ristrutturazione del debito di Cin nei confronti di Tirrenia - pretendendo l’inserimento di clausole che sono state ritenute chiaramente illegittime da coloro che dovranno convalidare il piano". 

Si apre così una nota diffusa da Cin, Compagnia italiana di navigazione, che fa capo al gruppo Onorato Armatori.

"L’incredibile sorpresa è arrivata dopo aver negoziato per giorni i termini e le clausole contrattuali. - prosegue la nota di Cin - La trattativa si è interrotta per l’imposizione di ulteriori sei richieste pervenute direttamente dal Ministero solo nella notte che precedeva l’udienza del 6 maggio scorso presso il Tribunale di Milano".

"Delle sei ulteriori richieste, quattro sono state prontamente accettate, - spiegano da Cin -mentre le ulteriori due non sono accoglibili perché presentano oggettivi profili di illegalità e quindi di inattestabilità, come peraltro comunicato immediatamente dallo stesso attestatore sia al Tribunale di Milano, sia ai Commissari di Tirrenia in AS e successivamente allo stesso Ministero".

"Anche per evitare sorprese dell’ultimo momento -aggiungono da Cin - in una vicenda così delicata ed importante - basti pensare che dall’esito della stessa dipende il futuro di seimila lavoratori e seimila famiglie - negli ultimi dieci giorni è stata più volte chiesta da Cin la convocazione, alla presenza dei Commissari, di un tavolo per un confronto diretto con il Mise (leggi qui l'articolo). Sul punto non è mai arrivata alcuna risposta, cosa del tutto inspiegabile e paradossale ove si pensi che proprio per la posizione assunta dal Ministro i Commissari di Tirrenia in AS, i loro consulenti legali e finanziari affermano di non poter procedere alla modifica delle due clausole ed alla successiva firma dell’accordo, perché vincolati ad un’autorizzazione del Ministro medesimo, che impedisce loro di finalizzare la già avvenuta negoziazione delle stesse."

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