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Attualità lunedì 10 agosto 2020 ore 10:57

"Imbarchi residenti negati, urge una riserva"

traghetto
Imbarco traghetto (foto di repertorio)

Spi-Cgil Elba segnala quanto accaduto ad un sindacalista andato fuori Elba con la moglie per motivi di salute e e inizialmente respinto agli imbarchi



PIOMBINO — Protesta il sindacato dei pensionati dello Spi-Cgil elbano, per il caso capitato ad un membro del direttivo e della segreteria Pirro Taddei,che, dopo un viaggio di 6 ore di ritorno dall'ospedale di Genova, si è sentito negare l'accesso in auto ad una nave della flotta Moby-Toremar, in partenza per Portoferraio, perché ormai piena e priva di spazi per imbarcare altri veicoli. 

Come spiegano dallo Spi-Cgil Elba, dopo le forti rimostranze del sindacalista è stato concesso l'accesso a bordo e il Taddei ha scoperto che in realtà il garage del traghetto delle 19,10, aveva oltre dieci posti liberi in grado di accogliere altre auto. 

Taddei, come spiegano dal sindacato, insieme alla moglie aveva raggiunto in macchina un ospedale di Genova, nella giornata di venerdì, per accertamenti e analisi mediche a cui si era dovuta sottoporre la donna. Una volta pronti sono ripartiti con lo scopo di imbarcarsi sulla nave delle pomeriggio per Rio Marina, dove i due risiedono ed avevano già acquistato il biglietto. 

"Ma abbiamo capito - racconta il sindacalista Pirro Taddei - che ciò non sarebbe stato possibile, in quanto il viaggio si è presentato difficoltoso e verso Chiavari abbiamo dovuto affrontare una fila di auto, superata solo dopo due ore. Pertanto, affaticati, in particolare mia moglie viste le sue condizioni non ottimali di salute, siamo giunti in ritardo e non abbiamo potuto prendere la nave prenotata. Però era in partenza per le 19,10 una nave che conduceva a Portoferraio e mi sono presentato all'imbarco, ma lo steward che controllava i ticket ha detto che era ormai piena e quindi si doveva sperare di poter prendere l'ultima nave serale. Esperto di queste situazioni, avendo lavorato sui traghetti per 33 anni, mi sono rivolto subito alla biglietteria della stazione marittima, facendo le mie rimostranze perché non era possibile che dopo un viaggio del genere, vista anche la situazione di mia moglie, si venisse respinti essendo residenti dell'isola e già muniti di biglietto. Mi sono fatto quindi ben sentire minacciando di chiamare i carabinieri e la stampa. A quel punto hanno telefonato allo steward dicendo di farci imbarcare. Ebbene una volta a bordo ho potuto constatare che esistevano nel garage più di dieci spazi per altre auto. È una vergogna una situazione del genere. E nel passato esistevano 5 posti di imbarco riservati ai residenti, per ogni traghetto in partenza". 

"Non si capisce perché tale garanzia non possa essere di nuovo realizzata. - conclude Taddei - È vero che in estate gli ospiti sono molto importanti per l'economia turistica elbana, ma anche i residenti devono avere delle minime tutele". 

E il segretario dello Spi Cgil isolano Franco Dari rimarca: "Senza dubbio non sono ammissibili questi comportamenti segnatati dal Taddei e occorre ripristinare garanzie di viaggio per i residenti, anche durante l'estate, perché esistono situazioni di necessità che vanno considerate con apposito regolamento da concordare con una adeguata riflessione, ripristinando i cinque posti auto riservati all'imbarco per residenti, secondo necessità impellenti di viaggio o di rientro all'isola".



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