Attualità Domenica 28 Giugno 2026 ore 06:00
Giuliano Cioni, tra stile, potenza e grinta

Su #tuttoPIOMBINO di QUInews Valdicornia Gordiano Lupi ripercorre la storia del calciatore Giuliano Cioni
PIOMBINO — Giuliano Cioni nasce il 21 febbraio 1937 e ci lascia davvero troppo presto, il 2 agosto del 1998, sessantuno anni da poco compiuti, da un po’ di tempo cronista sportivo del Tirreno, meticoloso e preparato, dopo aver appeso le scarpette al chiodo e aver preso una pausa come allenatore di giovani talenti, la sua grande passione. Le cronache di fine anni Cinquanta descrivono così Giuliano Cioni: “Rappresenta il tipico mediano del sistema. Sempre prestante, sicuro e continuo, si distingue per la generosità e la enorme quantità di gioco svolta. Le sue doti di spicco sono il gioco di testa nel quale sfrutta abilmente la sua prestanza fisica e la continuità dell’azione”. Per completezza aggiungo che secondo Gianfranco Benedettini (Cinquant’anni in nerazzurro) è uno dei componenti della cosiddetta “mediana di ferro dei tempi moderni” insieme a Furio Vemati e Edo Semplici. Giuliano è un fedelissimo nerazzurro, disputa oltre 200 gare con la maglia del Piombino - dalla serie C alla Prima Categoria - con una breve parentesi in quel di Lodi con i colori del Fanfulla, per finire la carriera a Follonica, dove smette a 32 anni dopo aver portato la squadra maremmana in Prima Categoria.

Prima stagione nel Piombino, quando Giuliano avrebbe ancora l’età per gli Juniores, siamo nel 1955/56, il ricordo della serie B è vicino, ma sono anni di crisi nera e se la stagione precedente si era chiusa con una sofferta salvezza, questa termina con un ultimo posto che non lascia adito a speranze. La Magona d’Italia abbandona il Piombino definitivamente, la serie C a girone unico è un campionato complesso che i nerazzurri affrontano con i ragazzi del vivaio - tutti piombinesi, a parte Aldo Barocelli (portiere in prestito dal Bologna) -, si considerano stranieri anche Sergio Picchi (nato a Castagneto) e Irio Valdrighi (di Castiglion della Pescaia). Il Piombino totalizza solo 17 punti, sopra di lui Empoli (21), Colleferro (31) e Pavia (31), una squadra di professionisti ma tutti residenti in città, per risparmiare su ingaggi e spese. Bruno Mochi è il mister giusto, per anni formatore di giovani, ma la squadra è troppo inesperta per competere con formazioni attrezzate come Sambenedettese, Venezia e Carbosarda, per non citare che i primi tre squadroni di quel campionato. Il Piombino vince una sola partita, alla trentesima giornata, contro il Catanzaro al Magona (2 a 1 gol di Panattoni e Batistini), ma i pareggi sono ben 15. Giuliano Cioni debutta alla prima di campionato, 18 settembre 1955, in un Prato - Piombino 1-1 (gol di Tabani), indossando la maglia numero otto da centrocampista. Il debutto al Magona avviene la settimana successiva (25 settembre 1955) con Piombino - Venezia 0-2. Presenze stagionali 21 e ben 4 reti segnate (contro Siracusa, Colleferro, Catanzaro e ancora Siracusa). Una bella soddisfazione il fatto che la serie C viene trasmessa in televisione, commentata dal grande Niccolò Carosio, e sono due le partite (in trasferta) che vanno in onda: Sanremese - Piombino (1-0) e Empoli - Piombino (1-0), purtroppo due sconfitte di misura. Giuliano gioca solo a Sanremo.

Nella stagione 1956/57 il Piombino è sceso in Serie D - al tempo chiamata IV Serie -, è un anno di grandi cambiamenti, la categoria viene sdoppiata e per restare nella sezione più prestigiosa è necessario piazzarsi tra le prime sei, cosa che non accade, anzi, il Piombino arriva terzultimo (27 punti), un gradino sopra Sestese e Cecina, quindi viene retrocesso nella IV Serie II Serie. Bruno Mochi è sempre allenatore, ma se ne vanno molti giocatori richiesti da grandi società professionistiche: Gino Ieri (Inter), Marcello Panattoni e Sergio Impinna (Como), Gianfranco Bellucci (Federconsorzi Roma), Edo Semplici (Reggina). Il Piombino mette in campo una squadra niente male, ma troppo giovane; Mochi lancia Bocchigli, Colombini, Del Sarto, Martini, Reami, Pierozzi (andrà all’Inter) e il venturinese Panicucci. Sono troppo forti le concorrenti, esperte e agguerrite, per il Piombino c’è poco da fare. Giuliano Cioni gioca 29 gare e segna una rete, disputando quasi tutto il campionato con la maglia numero quattro che contraddistingue il mediano sistemista.
Nel 1957/58 la Quarta Serie II Serie che disputa il Piombino è un campionato per niente facile, al punto che i nerazzurri si salvano vincendo una serie di spareggi contro Viareggio e Perugia. La categoria non è semplice anche perché la Federazione compie un nuovo cambiamento epocale e riunifica la Quarta Serie, quindi per restare tra i semiprofessionisti è obbligatorio arrivare almeno decimi. Il Piombino si piazza decimo ma a pari merito con il Viareggio, perciò necessitano spareggi. Allenatore Gustavo Fiorini che può contare sul ritorno di Pierozzi dall’Inter, ma perde il bomber Panicucci che va a Pistoia. Un campionato esaltante, una bella vittoria contro il Pisa all’Arena Garibaldi con gol di Pierozzi, tre gare di spareggio contro il Viareggio (una vinta e due perse) e due contro il Perugia (una vinta e una pareggiata). Giuliano Cioni è sempre in campo, gioca ben 32 partite con la maglia numero quattro, accanto a Reami, Vemati, Semplici, Tabani, Martini e Batistini. Giuliano segna una rete a Sansepolcro, ma il Piombino viene sconfitto (3-1) allo Stadio Buitoni da una squadra che finisce il campionato ultima con soltanto 9 punti.

Per Giuliano Cioni la stagione 1958/59 è di passaggio, perché è militare di leva e - dopo aver fatto il Car in Sardegna - viene trasferito a Lodi, dove gioca in serie D (si chiamava IV Serie) nel glorioso Fanfulla, disputa solo quattro partite ma segna due reti, condizionato dal servizio militare che non gli permette di fare molti allenamenti. Visto che a quei tempi la leva durava ben 18 mesi, condiziona anche il suo rientro a Piombino, nel 1959/60. I nerazzurri disputano la Serie D e il suo contributo è minore del solito, perché si allena poco e per venire a Piombino deve sfruttare i permessi. Le presenze in campionato sono soltanto sette (zero reti), ma il risultato finale della squadra come classifica è buono perché chiude con il sesto posto. Allenatore Bruno Mochi, tornano Pierozzi e Guarguaglini, oltre ad arrivare un attaccante come Natali. Il Piombino batte anche il Viareggio al Magona, la squadra più forte in assoluto, quella che vince il campionato. Il sanguigno Mochi ritira la squadra dal campo a Santa Croce sull’Arno protestando per un gol preso in netto fuori gioco; va da sé che i nerazzurri prendono partita persa e un punto di penalizzazione. La maggior parte delle gare disputate da Giuliano Cioni con la solita maglia numero quattro sono tutte nella seconda parte del girone di ritorno. Il servizio militare era finito…

Ancora Serie D nella stagione 1960/61, un campionato tranquillo, finito con il dodicesimo posto, per stabilizzarsi in un torneo che può dirsi ideale per il Piombino. In questa stagione debutta Aldo Agroppi, in Sardegna, a Tempio Pausania, il 2 aprile 1961, segnando il gol del definitivo pareggio (2-2). Un Piombino che perde Pierozzi (va al Colleferro) ma ritrova Vemati e Favilli. Giuliano Cioni totalizza 29 presenze (ma non segna reti) tornando ai suoi standard classici di garanzia.
La stagione 1961/62 è un altro campionato di serie D, purtroppo infausto, perché il Piombino si piazza ultimo con 21 punti, distaccato di ben sette lunghezze dalla Fondana (ripescata per la rinuncia del Larderello, nonostante il penultimo posto). Giuliano Cioni si fa 25 presenze senza segnare reti, alternando la maglia numero sei alle numero tre e quattro, baluardo difensivo di una squadra che non sarebbe male: Guarguaglini, Bocchigli, Nardi, Cioni, Biagioni, Semplici, Borda, Tabani, Salvadori, Pierozzi, Batistini. Mister Gianfranco Degl’Innocenti non fa del suo meglio alla prima esperienza in panchina, ma molto incidono le partenze di Vemati (Aquila), Maletta e Agroppi (Torino), Badiani (Juventus), Del Sarto (Civitanovese), Favilli (Larderello), Panicucci (Colleferro). Poi ci sono i problemi fisici di Pierozzi che non segna neppure una rete in campionato, nonostante 19 presenze, cosa per lui davvero insolita. Segna poco anche Batistini (3 reti in 33 partite), il miglior bomber è Arturo Barozzi con sette reti in 22 gare, acquisto novembrino insieme a Tedesco. Una squadra che non segna non può vincere, solo 5 reti in tutto il girone di andata, nonostante l’acquisto di un bomber spuntato come Salvadori. Bruno Mochi - mister delle giovanili - sostituisce Degl’Innocenti. Troppo tardi per evitare la retrocessione. Molte sconfitte di misura, una rete segnata dagli avversari non viene mai recuperata. Una partita memorabile resta la vittoria a Terni per due reti a una, il primo aprile del 1962, gol di Sonetti e Salvadori. Le cronache ricordano una sconfitta a Nuoro per 4 a 3, combattuta e decisa da un pessimo arbitro, con gol di Salvadori (2) e Barozzi.
Piombino retrocede tra i dilettanti in Prima Categoria Toscana, girone A, perché non esiste ancora la Promozione. Siamo nel 1962/63 e la rivincita non tarda più di tanto, perché la squadra del nuovo Presidente Cino Bruci, allenata da Giuliano Fiorini, vince il campionato distaccando il Cascina di un solo punto. Giuliano Cioni è uno dei pilastri della formazione, gioca 30 partite e segna una rete nella goleada sotto la quale i nerazzurri sommergono il malcapitato Capannoli (7 a 0 al Magona, gli ospiti finiscono fanalino di coda con 18 punti). Il ruolo di Giuliano è ancora quello del mediano di spinta, davanti alla difesa, maglia numero 4, granitico e roccioso come pochi, ma se la situazione lo consente ama spingersi all’offensiva e impostare l’azione. Una bella stagione che vede un Piombino risorgere dalle ceneri con un Pierozzi in forma (sette reti) e un bomber come Profeti (comprato a novembre dal Castiglioncello, 13 gol), quindi il ritorno di Emilio Panicucci (15 reti) e di Emilio Reami per consolidare la linea mediana. Fiorini lancia ragazzi del vivaio che diventeranno bandiere, tra questi Edo Topi e Antonio Lancioni. In questa stagione trionfale citiamo lo storico spareggio contro il Castelfiorentino (vincitore del girone B), giocato per ben tre volte, visti i risultati. In trasferta vince il Piombino (0-1), al Magona vincono i gialloblu (2-5), per fortuna non conta la differenza reti e serve una finale decisiva a Pisa (Arena Garibaldi), vinta dai nerazzurri con due gol di Profeti.
Il Piombino torna in serie D nella stagione 1963/64, richiama all’ovile Maletta, Sonetti e Del Sarto, acquista l’attaccante Bertoni (che delude) e conduce un campionato al cardiopalma che si conclude con uno spareggio a tre per la salvezza. Piombino, Sestri Levante e Lavagnese finiscono quattordicesime con 29 punti e una di loro deve retrocedere. Giuliano Cioni ha 26 anni, ma gioca solo nove partite e non segna reti, il suo ruolo è ancora una volta quello del mediano di spinta con la maglia numero quattro, spesso lascia il posto al giovane Lancioni, in altri casi al più tecnico Maletta e al roccioso Sonetti. Spareggi emozionanti contro Lavagnese e Sestri Levante che si chiudono con due pareggi, sufficienti per far retrocedere la squadra di Lavagna (sconfitta dal Sestri). Una bella carovana di tifosi segue il Piombino sia a Carrara sia a Lucca per le gare decisive in campo neutro. Nota lieta il centravanti Profeti che segna ben 14 reti in 35 partite, una anche nella finale di spareggio.
L’ultima stagione di Giuliano Cioni nel Piombino è ancora in serie D, nel 1964/65, un buon campionato concluso al decimo posto ma con diversi patemi d’animo, visto che ci sono ben sei squadre a 32 punti (tra queste il Piombino) e che retrocede il Pietrasanta con 31. Salvezza grazie al 2 a 0 contro l’Anzio in casa, doppietta di Gino Ieri. Tornano a casa il portiere Picchi (Casertana, Rosignano) e l’attaccante Gino Ieri (Siena, Olbia, Rapallo), mentre un buon acquisto è il difensore Piero Costagli (dal Rapallo). Molti giovani di sicuro avvenire vengono lanciati, tra questi ricordiamo Agostini, Giuntini, Scapecchi, Puntoni (comprato dal Torino). Rolando Batistini viene ceduto al Follonica, dopo tanti anni in maglia nerazzurra. Un campionato duro ed equilibrato che Giuliano Cioni gioca da mediano esperto - alternando la maglia numero 4 con la numero 6 - per sedici gare, senza segnare reti.
Giuliano ha quasi trent’anni e decide di smettere con il calcio semiprofessionistico, quindi chiude la carriera nella Pro Follonica, dove gioca per tre stagioni (dal 1965/66 al 1968/69 - 54 partite e 5 reti) contribuendo con la sua esperienza al passaggio della compagine maremmana dalla Seconda alla Prima Categoria, nel 1967/68. Ultimo anno di calcio attivo è il 1968/69, con 17 partite giocate in Prima Categoria.
Una volta appese le scarpette al classico chiodo Giuliano Cioni si dedica a una proficua attività di allenatore, facendo crescere giovani calciatori nel suo Piombino, dove lo ricordiamo alla guida di interessanti formazioni Allievi e Juniores. In alcune occasioni viene chiamato a occupare la panchina della Prima Squadra e non si tira indietro. La prima volta è nella stagione 1980/81, campionato di Promozione, subito dopo la sfortunata retrocessione dalla serie D, in piena crisi economica societaria. Giuliano Cioni passa dalla guida degli Juniores alla squadra maggiore, ma lo fa con poca difficoltà perché porta i suoi giovani che conosce molto bene (Cinquemani, Rocchiccioli, Da Mommio, Granucci, Tognarini, Panicucci) e può contare sui senatori Luciano Bianchi, Claudio Pallini, Raimondo Medda e Giancarlo Ettori. Il Piombino disputa un buon campionato (vinto dal Pontedera), arriva settimo e si salva senza problemi. Nel 1981/82 Giuliano torna volentieri al suo incarico nelle giovanili, ma la sorte vuole che debba avvicendare Emilio Reami nell’ultima parte del campionato di Promozione, dopo un imprevisto esonero. Settimo posto finale, ma lontano da sogni di gloria. L’ultima esperienza di Giuliano sulla panchina piombinese è datata 1985/86 con la squadra in Prima Categoria, in una stagione piuttosto sfortunata, dopo la retrocessione dalla Promozione. Presidente Rolando Tamburini, allenatore Giuliano Cioni. Nella seconda parte del torneo arriva Flavio Ronchi in panchina, ma il Piombino finisce terzultimo, con la sola soddisfazione di aver lanciato diversi giovani come Fossi, Orlandini e Ottanelli, oltre ad aver giocato con molti calciatori locali come Guarguaglini, Nudi e Tesi. Per Giuliano Cioni extra colori nerazzurri soltanto un’esperienza da allenatore: stagione 1987/88, Isola d’Elba in Prima Categoria, alla guida della Campese. Purtroppo le cose non vanno molto bene. Giuliano Cioni torna a Piombino dai suoi giovani, nelle squadre Juniores che ancora pensa siano le sole che valga la pena allenare. È stato un esempio importante, il roccioso Giuliano, mediano tutto grinta e passione, carattere burbero ma fondamentalmente buono, fedelissimo nerazzurro con oltre duecento gare in carriera, senza contare i campionati da allenatore di Prima Squadra e settore giovanile. Una tempra di calciatore come non se ne fabbricano più, un uomo che rappresentava bene l’aggettivo ferrigno che fino agli anni Settanta caratterizzava Piombino, città operaia, legata indissolubilmente alla cultura dell’acciaio.
Le informazioni tecniche sono state desunte con l’ausilio di Almanacco nerazzurro e Album Calciatori Val di Cornia di Giovanni Gualersi. Consultato anche Cinquant’anni in nerazzurro di Gianfranco Bendettini.
Gordiano Lupi
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