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Webuild, prende forma la diga di Rogun in Tajikistan

ROGUN (TAJIKISTAN) (ITALPRESS) – La diga di Rogun, realizzata da Webuild in Tajikistan e destinata a diventare la diga più alta al mondo, è prossima a raggiungere una nuova milestone: la quota di 1.110 metri sul livello del mare. Questo avanzamento tecnico permetterà di innalzare ulteriormente il livello dell’invaso, aumentando in modo significativo la capacità […]



ROGUN (TAJIKISTAN) (ITALPRESS) – La diga di Rogun, realizzata da Webuild in Tajikistan e destinata a diventare la diga più alta al mondo, è prossima a raggiungere una nuova milestone: la quota di 1.110 metri sul livello del mare. Questo avanzamento tecnico permetterà di innalzare ulteriormente il livello dell’invaso, aumentando in modo significativo la capacità di produzione energetica dell’opera. A testimoniare l’importanza strategica del progetto, il Presidente della Repubblica del Tajikistan, Emomali Rahmon, ha visitato il cantiere insieme al Primo Ministro Qohir Rasulzoda, a una delegazione di ministri e dirigenti governativi e ai rappresentanti del Cliente OJSC Rogun HPP. La visita istituzionale ha offerto l’occasione per osservare da vicino lo stato di avanzamento dell’opera, realizzata per conto del cliente OJSC Rogun HPP, che promette di trasformare il panorama energetico del Paese e dell’intera Asia Centrale. In un Paese dove circa il 70% della popolazione è soggetto a interruzioni di corrente, soprattutto nei mesi invernali, Rogun rappresenta una risposta concreta e duratura. Con un’altezza finale prevista di 335 metri e una potenza installata pari a tre reattori nucleari, Rogun sarà in grado di fornire energia a circa 10 milioni di persone, raddoppiando la produzione energetica del Tajikistan e contribuendo alla stabilità energetica della regione. Il progetto di Rogun è uno dei più significativi esempi dell’impegno del Gruppo Webuild per lo sviluppo sostenibile e la sicurezza energetica delle nazioni. Nel corso dell’ultimo anno, la diga ha registrato un significativo avanzamento dei lavori, con un innalzamento di ben 100 metri, con l’impiego e la posa di circa 13 milioni di metri cubi di rilevato, che costituiscono il corpo della diga. Di questi, circa 3,5 milioni di metri cubi di materiale argilloso, sono stati utilizzati per la realizzazione del nucleo impermeabile della diga. Parallelamente, sono stati eseguiti più di 180.000 metri lineari di iniezioni, interventi fondamentali per il consolidamento di fondazione e delle spalle della diga e la realizzazione della cortina idraulica all’interno delle stesse spalle. Interventi significativi hanno interessato anche le diverse gallerie, dove, in funzione dell’avanzamento dell’opera, sono state effettuate operazioni di getto di calcestruzzo e lavori di tamponamento. Il cantiere di Rogun è anche un simbolo di innovazione ingegneristica e resilienza. Realizzato in un contesto climatico estremo, tra inverni rigidi e tempeste estive, il progetto rappresenta una sfida logistica e tecnica che Webuild sta affrontando forte di un track record che include la realizzazione di oltre 300 dighe e progetti idroelettrici nel mondo, confermandosi leader globale nel settore dell’acqua. Proprio in questi giorni, mentre Rogun avanza, Webuild si prepara a celebrare un altro traguardo storico: l’inaugurazione della Grand Ethiopian Renaissance Dam, la più grande diga del continente africano, prevista per settembre. Oltre a Rogun e alla Grand Ethiopian Renaissance Dam, Webuild è attualmente impegnata in altri progetti idroelettrici di rilievo su scala globale, incluso Snowy 2.0, il più ambizioso progetto idroelettrico dell’Australia. Un impegno rilevante nel settore acqua, che è stato confermato proprio in questi giorni anche dalle ultime classifiche di settore pubblicate da ENR Engineering News-Record che confermano Webuild come numero uno nel ranking Top 250 International Contractors. Una leadership su scala globale e ultradecennale che riflette una competenza consolidata nella realizzazione di dighe, impianti di trattamento acque, acquedotti e infrastrutture resilienti, che rispondono alle sfide globali legate alla gestione delle risorse idriche. -foto ufficio stampa Webuild- (ITALPRESS).

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