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Attualità sabato 04 aprile 2020 ore 16:13

Parchi Val di Cornia, Campiglia non è convinta

Alberta Ticciati, sindaca di Campiglia Marittima

La sindaca Ticciati e la giunta hanno sollevato alcune criticità e propongono un mese di tempo per le nuove proposte del consiglio di amministrazione



CAMPIGLIA MARITTIMA — La sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati e la sua giunta hanno firmato una lettera diretta a presidente, amministratore delegato e consiglieri della Parchi Val di Cornia per sottoporre una serie di riflessioni, dubbi e richieste in merito alla società.

Tra le questioni salienti alcune problematiche legate al consiglio di amministrazione, la proposta di riaffiorare alla Parchi la gestione del Parco della Sterpaia per assicurare così anche una fondamentale quota di autofinanziamento alla Società e il contratto di servizio per il quale il Comune di Piombino ha già versato 600mila euro.

Di seguito riportiamo integralmente la lettera:

"La società che avete da pochi mesi l’onere e l’onore di guidare e gestire è una realtà virtuosa, nata dalla volontà politica degli amministratori della Val di Cornia, guidati da collaboratori e, concedetemelo, menti illuminate che hanno letto nel nostro territorio enormi potenzialità inespresse ed hanno raccolto con entusiasmo la sfida di farle emergere e sviluppare. Un laboratorio innovativo, all’avanguardia che per anni ha fatto scuola non soltanto in Italia, ma in tutta Europa per la capacità di gestire un patrimonio tanto complesso ed articolato, quanto diffuso e distribuito in Comuni diversi, posti a km di distanza. Uno strumento in cui noi ancora oggi crediamo fermamente come unico vero volano del turismo di questa porzione di Toscana, nonché unica concreta possibilità di gestione e tutela di un patrimonio tanto vasto e complesso da essere difficilmente gestibile dai singoli Comuni.

Stante questo quadro di riferimento imprescindibile, che rivendichiamo con forza, vogliamo però, senza ipocrisie, mettere in evidenza quelle che sono le criticità e i limiti che la Società Parchi S.p.a. ha evidenziato, soprattutto negli ultimi anni di vita, al fine di affrontare i nodi ancora da sciogliere e trovare le strade da percorrere per superare i problemi concreti che ci sono.

Con questo spirito abbiamo dato mandato al nuovo Cda della Società, selezionando i componenti dello stesso organismo direttivo sulla base delle professionalità e delle esperienze maturate, convinti che potessero essere quella marcia in più, necessaria a far fare alla Parchi quel salto di qualità che da ogni parte viene richiesto.

Sin dai primi passaggi, dalle prime scelte cruciali fatte da Voi, però, quella condivisione, quella base unitaria che ha fatto della Parchi quel modello esportato in tutto il mondo, è sembrata venire meno.

Ricordo la nomina del presidente avvenuta a maggioranza, la nomina dell’amministratore delegato avvenuta, dopo dure discussioni tra i soci e anche tra voi membri del Cda, anch’essa a maggioranza, la delibera del cda di conferimento di importanti deleghe sulla gestione al presidente e all’ad, anche questa presa a maggioranza, sottraendole dalle competenze dell'organo collegiale, la decisione del presidente di assommare su di sé tutto il budget previsto per il cda, prevedendo un extra budget per l’amministratore delegato e, contravvenendo al volere dei soci pubblici, negando qualsiasi gettone di presenza per gli altri membri del CdA, la insufficiente documentazione ed informazione, tra Voi membri del Cda, per poter essere in grado di approfondite alla vigilia dei vostri incontri.

E qui volutamente ci fermiamo.

Il nuovo Management, lo diciamo con chiarezza, deve farsi carico delle criticità e dei limiti di questa società e deve individuare gli strumenti e le strategie per disegnare quella nuova stagione che i soci pubblici hanno immaginato per i loro territori. Lotti per affermare il volere dei soci di rilancio della sovracomunalità, lo faccia anche spingendo verso un atto di lungimiranza e coraggio da parte del socio di maggioranza, il Comune di Piombino, affinché riassegni la gestione dei parcheggi della Sterpaia alla Società, reinserendola nel nuovo contratto di servizio, per assicurare, così, anche una fondamentale quota di autofinanziamento alla Società, a suo tempo, erroneamente, tolta.

Presidente, Amministratore Delegato, è necessario riportare in pareggio il bilancio della società, provando a rendere la società maggiormente indipendente dal punto di vista economico, deve essere predisposto il Piano triennale delle attività, è importante che fissiate gli obiettivi strategici ed ordinari che vadano nel solco delle linee indicate dai soci di maggioranza, dovete necessariamente e fermamente ricercare la qualità dei servizi, a partire dalle maggiori criticità evidenziatesi negli anni più recenti, e in questo modo tutelare l’enorme patrimonio che vi trovate a gestire, promuovendo e proponendo un piano di risanamento e rilancio della stessa società.

In mancanza di questo, senza una prospettiva chiara, riteniamo assurdo concentrarsi, come si sta facendo, sul rinnovo del contratto di servizio che sarebbe un documento vuoto, fine a se stesso, che non riuscirebbe ad assicurare l’operatività, né alcun futuro alla Parchi.

Diamoci un tempo, breve, necessariamente limitato, un mese ad esempio per poter valutare come soci della società le proposte che Voi Consiglio di Amministrazione ci presenterete per rilanciare l’attività della Parchi e con essa la sua capacità di guardare al futuro.

Soltanto condividendo questo spirito e queste premesse possiamo riuscire a superare le difficoltà, a recuperare il tempo perduto e ad investire su uno strumento che ha segnato la storia, ma che non può restare ancorato ad un ricordo nostalgico di ciò che è stato, ma al contrario deve essere capace di attualizzare la propria azione e strategia per poter rispondere ai bisogni contingenti, concreti, reali delle nostre comunità.

Certi dell’attenzione del Cda e convinti di essere ancora in tempo per invertire la rotta, restiamo in attesa di un vostro riscontro".



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