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Politica venerdì 25 settembre 2020 ore 06:00

“L’acquario poteva essere salvato”

L'ingresso all'acquario di Piombino

Ascolta Piombino: “L’agonia è stata prolungata per un anno, ma la fine era già scontata, perché altrimenti alcuni sforzi potevano essere fatti”



PIOMBINO — “Quando parliamo di turismo, di servizi, di offerta, bisogna valutare diverse cose, come ad esempio l’impatto sociale, la possibilità di incrementare il numero dei visitatori, quella di acquisire risorse private se non pubbliche. L’obiettivo sarebbe di garantire proprio la sopravvivenza delle strutture di servizio. Questo non ci sembra che sia stato fatto per l’Acquario di Piombino, ma nemmeno tentato”. 

È la consigliera di Ascolta Piombino Monica Bartolini a storcere il naso in merito alla chiusura dell’acquario di Piombino (leggi qui sotto l’articolo collegato).

“L’agonia è stata prolungata per un anno, ma la fine era già scontata, perché altrimenti alcuni sforzi potevano essere fatti. - ha aggiunto - E’ sicuramente difficile misurare la redditività di un’istituzione culturale, perché l’acquario era anche cultura, non ci dimentichiamo mai che questi sistemi di offerta culturale e ricreativa dovrebbero perseguire finalità d’interesse generale, per la quali anche il contributo pubblico è più che giustificato; come negli eventi estivi ad esempio, dove abbiamo visto tangibilmente che quest’amministrazione con 250 mila euro non ha certo risparmiato. Insomma un acquario in pieno centro storico, sul mare, vicino al Museo, a Palazzo Appiani, domani forse al Polo Culturale, poteva essere un ottimo anello di una catena di servizi che avrebbero come prima finalità quella della pubblica utilità. Valeva quindi la pena di investirci cercando in seguito una gestione economicamente più sostenibile, aumentandone anche una certa qualità scientifica e una gestione più moderna”. 

“Peccato che perdiamo un bel posto per i bambini, ma anche per gli adulti, se ne va un pezzo di storia e pensiamo anche d’identità, perché siamo sul mare e viviamo il mare. Piombino avrebbe bisogno di vedere cose che nascono e meno discorsi”, ha concluso.



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