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giovedì 21 novembre 2019

Cultura martedì 01 ottobre 2019 ore 09:30

Archivio delle acciaierie,obiettivo valorizzazione

Al via le operazioni di spolveratura per la salvaguardia dell’archivio delle acciaierie. Poi un lavoro di studio per creare una guida



PIOMBINO — L'archivio delle acciaierie di Piombino, recuperato nei mesi scorsi dal Comune attraverso il proprio archivio storico in collaborazione con l'azienda Aferpi ora Jsw Steel Italy, e attualmente conservato presso i locali ex Volpi in viale Unità d'Italia, verrà presto sottoposto a un lavoro di studio e di valorizzazione finalizzato alla creazione di una guida del fondo che ne consenta la consultazione e l'accessibilità alla cittadinanza.

Nelle prossime settimane, probabilmente entro la metà di ottobre, fanno sapere dal Comune, partiranno le operazioni preliminari di spolveratura specialistica delle carte, circa 1.400 metri lineari di documentazione, affidata dall'amministrazione comunale tramite gara alla ditta Sima-Tec di Firenze per 11.968,00 euro.

I documenti infatti risultano coperti dalle polveri che si sono accumulate negli anni per le lavorazioni industriali e devono essere sottoposte a un trattamento specialistico utilizzando attrezzature adeguate come una cappa aspirante collegata a un depolverizzatore con microfiltro per lavorare in ambienti chiusi senza rilasciare polveri e con altre tecniche specifiche. 

"Questo archivio rappresenta un patrimonio di idee, di esperienze, di fatti, di storie che arricchisce il valore aggiunto della città e di tutto il territorio. - ha affermato il vicesindaco e assessore alla cultura Giuliano Parodi - Dopo il suo recupero che è stato effettuato nella primavera di quest'anno, entriamo adesso nella fase di valorizzazione vera e propria, che vede la collaborazione di enti diversi, (Soprintendenza Archivistica, Regione e Comuni) per un percorso culturale di grande spessore, nel quale le istituzioni fanno propria la percezione del valore delle carte che testimoniano la storia dei territori. Ovviare a questo impegno - ha concluso - significherebbe non solo cancellare la memoria dell’impresa, ma anche quella del contesto sociale e culturale ad essa inevitabilmente collegato".



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