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Politica martedì 23 maggio 2023 ore 13:40

Bonifica falda, "ora passare a fase realizzativa"

Foto di repertorio

Appello per lavoro e sviluppo: "Alquanto strano che enti come Ispra, Arpat, oltre a Regione Toscana e Ministero dell'Ambiente, abbiano preso abbaglio"



PIOMBINO — Il gruppo dell'Appello per il Lavoro e lo Sviluppo a Piombino ha detto la sua circa l'approvazione della variante al progetto di bonifica della falda nel Sin di Piombino.

"Con la recente approvazione della variante al progetto predisposto da Invitalia per la bonifica della falda, avvenuta nell’ambito della Conferenza dei Servizi decisoria presso il Ministero dell’Ambiente, si apre una fase nuova che, successivamente al conferimento degli incarichi operativi, procederà con l’esecuzione degli interventi di bonifica previsti. - hanno commentato - Riteniamo che si tratti di un importante risultato che vede il ruolo centrale svolto dalla Regione Toscana che ha inserito al punto n. 3 del Memorandum per Piombino (allegato all'ordinanza n. 140/2022 firmata dal Presidente Giani, in qualità di commissario di governo), la necessità di integrare il finanziamento delle opere, cosa che è avvenuta con la collaborazione di tutte le forze politiche che hanno appoggiato un emendamento del Pd, con il quale venivano aggiunti ulteriori 41 milioni di euro, portando la dotazione finanziaria del progetto a 88 milioni, cifra necessaria per procedere con l’approvazione della variante e, successivamente, con l’appalto delle opere. In sintesi un buon esempio di collaborazione tra forze politiche diverse e istituzioni, Governo e Regione, per un obiettivo comune".

"Unico neo, - hanno evidenziato - peraltro abbastanza singolare, il parere contrario espresso dal Comune di Piombino, che, tenuto conto delle motivazioni addotte a mezzo stampa dallo stesso sindaco, appare sinceramente poco comprensibile. La prima motivazione riguarda l’esclusione dell’area di Città Futura dal progetto di bonifica. In realtà la bonifica dell’area in questione è di competenza comunale e, per questa ragione, non può essere inserita all’interno di un progetto di competenza di un altro soggetto giuridico, ovvero del Ministero dell’Ambiente. Si tratta di un elemento stranamente sfuggito alla valutazione del comune e dei suoi uffici. La seconda motivazione è attinente l’uso delle terre e rocce da scavo (TRS) nelle attività di rinterro, in quanto contaminate. In sintesi, i materiali derivanti dagli scavi non potrebbero tout court, secondo la teoria del comune di Piombino, essere riutilizzati per le successive attività di rinterro. Nella realtà, secondo quanto previsto dall’art. 34 D. Lgs. n. 133/2014, il riuso delle terre e rocce da scavo è contemplato in siti soggetti a bonifica, ovviamente nel rispetto delle prescrizioni previste. Del resto appare alquanto strano che, enti di indubbio valore tecnico e professionale quali l'Ispra, l'Arpat, oltre alla stessa Regione Toscana e alle strutture del Ministero dell'Ambiente, abbiano preso un abbaglio di questo genere".

"In sintesi, semplificando, il Comune ha espresso parere negativo contro il dicastero del ministro Pichetto Fratin, che lo stesso sindaco aveva incontrato nel suo ufficio a margine della messa in servizio della nave rigassificatrice, pochi giorni fa, affermando che insieme avevano affrontato molte delle problematiche ambientali della città, oltre alle azioni necessarie a risolverle, ma forse, come spesso capita, non si sono capiti. In questo quadro, il parere negativo espresso dal comune di Piombino non sembra comprensibile attraverso gli strumenti dell’umano ragionamento, sia da un punto di vista tecnico, ma ancor di più sul piano politico".

"Onestamente, - ha proseguito il gruppo - tenuto conto che il Sin di Piombino è stato istituito nel 1998, dopo 25 anni non ci resta che salutare con favore questa novità, auspicando che, senza indugio alcuno, si passi alla fase realizzativa e che si tratti del primo punto del Memorandum per Piombino che trova attuazione, confidando nella logica bipartisan che lo ha reso possibile. Inoltre, tenuto conto dei tempi biblici con i quali si è giunti all’odierno risultato, ci auguriamo che, per la fase attuativa, siano adottati strumenti speditivi, anche di natura commissariale, per l’effettiva realizzazione. In ultimo, confidiamo che, almeno questa volta, il Comune di Piombino non presenti l'ennesimo ricorso al Tar, sport piuttosto in voga ultimamente nella nostra città, con l’intento di bloccare la realizzazione di questa importante opera per il futuro della città". 


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