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Attualità mercoledì 01 luglio 2020 ore 16:50

Poggio ai venti, lente del comune sulle bonifiche

Carla Bezzini

L'assessora Bezzini ripercorre tutti i passeggi e chiede la titolarità dell’intervento. “La Regione Toscana continua a non fornire risposte”



PIOMBINO — “Le opere di bonifica delle discariche di Poggio ai venti, nonostante le sollecitazioni e le richieste che abbiamo inviato al commissario straordinario Enrico Rossi durante questo anno di amministrazione, continuano a non fare progressi e, anzi, nessuna risposta è pervenuta in merito alle richieste del Comune di Piombino al riguardo: una scorrettezza istituzionale che è solo l’ultimo atto di una vicenda che se non fosse tragica sarebbe ridicola”.

Carla Bezzini, assessora all’Ambiente, aveva chiesto alla Regione Toscana che le competenze sulle bonifiche delle due discariche fossero riattribuite al Comune così da avviare il procedimento in tempi rapidi. Si tratta della bonifica delle due vecchie discariche comunali di rifiuti solidi urbani di Poggio ai venti gestite da Asiu, la prima chiusa nel 1983 e la seconda nel 1997, per le quali ci sono a disposizione 8 milioni di euro.

“Da anni il presidente della Regione Enrico Rossi ricopre la carica di commissario e da altrettanti anni nulla si è mosso per ripristinare una condizione di sicurezza di quei due siti di discarica. Era il 26 Luglio 2002 quando al Ministero dell’Ambiente si tenne la Conferenza decisoria con la quale fu approvato il Piano di caratterizzazione della 'Vecchia discarica di Poggio ai venti' al fine di procedere alla redazione del progetto preliminare delle opere necessarie alla bonifica e alla messa in sicurezza permanente dell’area. - ha ricordato Bezzini - Accanto alla vecchia discarica, però, ve n’è una meno vecchia, anch’essa dismessa: il Ministero dell’Ambiente richiese che le indagini di caratterizzazione fossero estese e, nella conferenza dei servizi del 25 Giugno 2008, fu approvato il piano di investigazione iniziale. Le indagini di caratterizzazione ambientale sulle due discariche sono state realizzate rispettivamente nel 2005 e nel 2011. Nel 2009 il Comune di Piombino, allora responsabile del procedimento, affidò ad Asiu le attività inerenti la realizzazione e la gestione delle opere per la messa in sicurezza e la bonifica.
Nel 2015, Asiu rinunciò e il Comune richiese alla Regione di essere sostituito nel ruolo di soggetto responsabile dell’intervento. La Regione accettò e decise di avvalersi, per tutte le attività relative alla progettazione e alla realizzazione dell’intervento, dell’Autorità di sistema portuale di Piombino. Ma nel 2018 anche l'Autorità portuale (nel frattempo diventata dell'Alto Tirreno) rinunciò e così ricominciò un'altra fase di stallo. Per superarla, nel Febbraio scorso, questa amministrazione ha chiesto alla Regione di attivare le procedure amministrative e contabili necessarie per trasferire al Comune di Piombino la titolarità dell’intervento di bonifica e la disponibilità delle relative risorse stanziate: di nuovo, nessuna risposta ricevuta, neanche al sollecito inviato a Giugno". 

"Ad oggi, - ha concluso l'assessora all'Ambiente - non abbiamo mai ricevuto una risposta ufficiale, tantomeno un atto, che permetta al Comune di riavviare l’iter, già di per sé complesso, della bonifica mettendo finalmente a frutto le risorse stanziate ormai da anni e mai utilizzate. La bonifica del territorio deve essere un’assoluta priorità: al disinteresse di questi anni ora si somma anche la scorrettezza istituzionale che, oltretutto, inchioda un territorio e impedisce di sviluppare le sue incredibili potenzialità”.


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