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Attualità mercoledì 01 gennaio 2020 ore 18:35

"Per Termine intervengano Ministro e Parlamento"

Fabrizio Zannotti

Ad auspicarlo è il segretario Cgil Zannotti che chiede anche una commissione speciale per coinvolgere il Consiglio comunale



PIOMBINO — Il segretario generale Cgil della provincia di Livorno Fabrizio Zannotti replica al sindaco di Piombino Francesco Ferrari circa la decisione di non confermare la posizione di Giacomo Termine nell’organico del Comune di Piombino a conclusione del periodo di prova (leggi qui l'articolo correlato).

“Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro. Questa frase non è una dichiarazione di un esponente della Cgil: è il comma 3 dell'articolo 51 della Costituzione italiana. Stupisce dunque che l'avvocato Francesco Ferrari,  adesso sindaco di Piombino,  non ne sia pienamente a conoscenza. - si legge in una nota - Delle due l'una: o Ferrari non conosce la Costituzione o la considera carta straccia e dunque non la rispetta. Le dichiarazioni di Ferrari in relazione al dottor Giacomo Termine hanno dell'incredibile e confermano quanto avevamo sospettato: il licenziamento in realtà è stato determinato da motivazioni politiche, precedente pericoloso per ogni lavoratore pubblico di qualsiasi colore politico. L'amministrazione comunale di Piombino in questo momento non sta garantendo la piena applicazione di un sacrosanto diritto garantito dalla Costituzione". 

"Facciamo dunque appello al Parlamento e al Ministro competente affinchè si intervenga immediatamente sulla questione e si torni a garantire anche a Piombino il pieno rispetto della Costituzione. Chiediamo inoltre che della questione se ne parli al più presto anche in consiglio comunale, magari tramite l'istituzione di una commissione speciale. - ha aggiunto Zannotti - L'auspicio è che l'amministrazione comunale piombinese annulli la decisione di recedere dal contratto di lavoro instaurato con il dottor Termine: sarebbe un segnale importante non tanto per far felice la Cgil quanto per dimostrare che anche a Piombino si rispetta quanto previsto nel dettato costituzionale. Ferrari dimostri insomma di essere il sindaco di tutti non solo a parole ma anche con i fatti".

Il caso Termine-Ferrari ha suscitato la mobilitazione da parte del Partito Democratico. A sostegno della decisione del sindaco di Piombino si è espresso il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e diversi esponenti di Fratelli d'Italia (leggi qui l'articolo correlato).


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