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Politica Sabato 03 Gennaio 2026 ore 09:21

Chieste le dimissioni dell'assessore Ceccarelli

Pd e Piombino Domani: "Le politiche per la sicurezza di questa amministrazione sono un completo fallimento"



PIOMBINO — "Dimissioni immediate dell’assessore alla sicurezza Vittorio Ceccarelli", è la richiesta che i gruppi consiliari del Partito Democratico e di Piombino Domani fanno pubblicamente e che chiederanno di votare nel prossimo Consiglio comunale di gennaio, dopo l’ennesima rissa tra bande scoppiata la notte di Capodanno in piazza Verdi a Piombino. 

"Una richiesta che non nasce oggi: - hanno ricordato - già lo scorso Aprile, di fronte al susseguirsi di episodi violenti e alla totale inefficacia delle politiche messe in campo, il Pd aveva chiesto le dimissioni dell’assessore Ceccarelli, denunciando una gestione fallimentare della sicurezza pubblica. Una situazione così grave non si era mai verificata nella nostra città. Ad ogni festa, evento o iniziativa pubblica di rilievo, scatta la rissa tra bande, l’ultima quella di Capodanno, nel corso Vittorio Emanuele peraltro deserto a causa di un’altra scelta sbagliata, quella di svolgere la festa di fine anno in piazza Bovio lasciando il centro senza alcun presidio di sicurezza e nessun beneficio per le attività economiche. E pensare che l’assessore alla sicurezza del Comune Vittorio Ceccarelli continua a sostenere che Piombino sia una città sicura e che si tratti solo di episodi isolati e poco frequenti. Negare l’evidenza è l’unica strategia rimasta a chi, di fronte a questo disastro, dovrebbe fare una cosa sola: dimettersi”, hanno incalzato le due forze di opposizione.

“L’amministrazione ha riempito in questi sei anni la città di telecamere, ha sbandierato ai quattro venti il progetto ‘Strade Sicure’ con la presenza dell’esercito, e dopo ogni episodio di rissa o violenza è andata avanti a colpi di divieti e ordinanze, l’ultima quella sul divieto di vendita di alcolici, peraltro limitata a poche vie e totalmente inutile, se non dannosa, per le attività economiche. Oggi siamo arrivati al paradosso per cui alcuni locali, lasciati soli dalle istituzioni, sono costretti ad attivare in maniera autonoma servizi di sicurezza privata, sostenendone direttamente i costi, che inevitabilmente ricadono anche sulle tasche degli avventori. È questa l’idea di sicurezza pubblica di questa amministrazione”.

“Ci sono stati episodi gravissimi: la rissa della scorsa primavera durante il mercato dello street food in viale del Popolo, il pestaggio di un ragazzo di 15 anni questa estate nel parcheggio di Calamoresca, quello di pochi giorni fa di una ragazza presa per il collo in un vicolo del centro storico. Di fronte a fatti di questa gravità l’amministrazione ha risposto con frasi fatte, minimizzazioni, selfie ai tavoli delle riunioni, arrivando persino a scomodare il prefetto, senza però produrre alcun risultato concreto. Il tutto mentre cresce lo sconforto di decine di famiglie e genitori che hanno paura a far uscire i propri figli o a uscire loro stessi, soprattutto la sera, quando i presidi delle forze dell’ordine e della polizia municipale, visibili di giorno, scompaiono. L’unica iniziativa realmente utile, il tavolo permanente sulla sicurezza votato all’unanimità dal consiglio comunale lo scorso Giugno, non è ancora partita. Un tavolo che dovrebbe coinvolgere anche associazioni e operatori sociali, perché il problema è complesso e ha a che fare con disagio sociale, marginalità, povertà e con una rete criminale ormai consolidata in città, legata in particolare allo spaccio di droga e al riciclaggio di denaro. Fenomeni che negli ultimi anni si sono rafforzati e sui quali le politiche dell’amministrazione comunale non hanno inciso minimamente”.

Pd e Piombino Domani chiedono insomma una strategia diversa.

"Chi ha rappresentato e guidato questa strategia fallimentare per sei anni deve dimettersi. In alternativa, il sindaco prenda atto che le cose non vanno e cambi davvero rotta, scegliendo un assessore capace di produrre risultati concreti e visibili. Ce lo auguriamo per il bene della città”, hanno concluso.


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