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Attualità martedì 17 gennaio 2017 ore 11:51

Crisi Unicoop, mannaia su personale e negozi

Licenziamenti e chiusure per far fronte alla crisi targata Unicoop Tirreno. I sindacati sul piede di guerra. Chiesto tavolo di crisi in Regione



PIOMBINO — Dodici supermercati chiusi, 8 quelli venduti e 481 esuberi a tempo pieno che secondo i sindacati corrispondono a 600 o 700 persone, 160 nella sola sede di Vignale Riotorto. Sono questi i numeri dell’annunciata crisi di Unicoop Tirreno che prevede un piano di risanamento rigidissimo.

I punti vendita toscani che rischiano la chiusura dovrebbero essere sei: a Livorno in via Mastacchi, a Grosseto in via Pirandello e via Pisacane, a San Vincenzo in piazza Fratelli Serini, a Gavorrano in piazza IV Novembre e a Porto San Stefano in via Lambardi. Potrebbero essere ceduti, inoltre altri quattro piccoli supermercati e, secondo quanto emerso, potrebbero essere quelli di Barga, Fornoli, Pieve Fosciana e Sticciano Scalo.

Attualmente Unicoop Tirreno conta poco meno di un milione di soci, 4500 dipendenti, 100 punti vendita e 29 sezioni soci, nel 2015 ha tagliato il traguardo dei 70 anni di attività mantenendo sempre la sede legale a Vignale Riotorto (Piombino), dove è stata fondata. Nel 2015 l’esercizio del Gruppo si è chiuso con una perdita consolidata di 16 milioni e 264 mila euro (a fronte della perdita di 16 milioni e 967 mila euro del precedente esercizio) e un patrimonio netto consolidato di 175 milioni e 585 mila euro (191 milioni e 201 mila euro mila euro al 31 dicembre 2014); secondo stime sindacali, anche il 2016 dovrebbe chiudersi con una perdita di circa 25 milioni.

Da parte dei consiglieri regionali Pd Gianni Anselmi, Leonardo Marras e Francesco Gazzetti la formulazione di una mozione per chiedere l’impegno della giunta ad attivare un tavolo regionale sulla crisi aziendale puntando l’attenzione sulla chiusura e la cessione dei punti vendita nelle province di Grosseto e Livorno. In attesa dell’ufficialità del piano di Unicoop è il sindaco di Piombino Massimo Giuliani che non ha nascosto la sua preoccupazione considerato che, proprio per la sede piombinese di via Gori, era previsto un grande investimento per il trasferimento del supermercato in via Flemalle legato al nuovo disegno del centro cittadino. Sempre in Val di Cornia uno degli ultimi maxi investimenti per la ristrutturazione del negozio di via don Sturzo.



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