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Attualità Sabato 13 Dicembre 2025 ore 06:00

Dal laboratorio al museo, nuovi reperti in mostra

Sono i reperti del relitto del Pozzino e il Tesoretto di Rimigliano che tornano in mostra dopo accurati interventi di recupero e restauro



PIOMBINO — Il Museo archeologico di Piombino restituisce al pubblico due importanti testimonianze del passato: i reperti del relitto del Pozzino e il Tesoretto di Rimigliano. Dopo accurati interventi di restauro e un nuovo progetto espositivo, questi preziosi materiali rientrano finalmente nel percorso museale.

Il gruppo di reperti provenienti dal relitto del Pozzino, eccezionale rinvenimento subacqueo di un relitto databile alla fine del II a.C. affondato nel golfo di Baratti, esposto in passato in una suggestiva vetrina-acquario, torna ora in una veste rinnovata. La precedente soluzione espositiva, adottata per il tempo necessario alla desalinizzazione degli oggetti, aveva infatti un limite temporale. Completato il processo, dopo oltre dieci anni, alcuni manufatti in stagno avevano iniziato a mostrare fenomeni di sfaldamento, rendendo indispensabile nel 2015 la loro rimozione e conservazione in laboratorio. Il nuovo allestimento non solo restituisce visibilità a questi straordinari materiali, ma ne garantisce anche la corretta conservazione. L’intervento ha inoltre permesso di recuperare e restaurare una parte dei reperti finora custoditi nel laboratorio del museo, che entrano così per la prima volta nel percorso espositivo.

Contestualmente, dopo due anni di assenza, torna al museo anche il Tesoretto di Rimigliano, costituito da un complesso di monete romane di età imperiale, circa 3500 argenti, per lo più antoniniani emessi tra il 238 e il 269 d.C., rinvenuto casualmente sulla spiaggia di San Vincenzo nel 2002. Il Tesoretto è un caso davvero particolare: conserva ancora in parte l’originaria disposizione delle monete, un dettaglio preziosissimo che ha permesso importanti interpretazioni sulle corrispondenze dei valori attribuiti alla monetazione antica.

Il rientro di entrambi i nuclei di materiali è stato possibile grazie agli interventi di ripulitura e restauro conservativo finanziati dal Ministero della Cultura ed eseguiti da restauratori professionisti sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno. Il nuovo allestimento è stato realizzato dalla Società Parchi, avvalendosi dalla ditta specializzata ACME04 srl e reso possibile dal contributo regionale destinato ai Musei di Rilevanza.

“Il rientro dei reperti del relitto del Pozzino e del Tesoretto di Rimigliano rappresenta un risultato di grande valore scientifico e culturale, reso possibile grazie alla collaborazione costante e proficua con la Soprintendenza, partner per noi imprescindibile, in un percorso che unisce tutela, ricerca e valorizzazione. Siamo orgogliosi di restituire alla comunità questi reperti all’interno di un percorso museale concepito sin dall’origine come uno strumento dinamico, con l’obiettivo di proseguire il lavoro di restituzione e valorizzazione dell’immenso patrimonio archeologico del territorio dell’antica città di Populonia”, sono le parole dell’Amministratore Unico Parchi Val di Cornia SpA, Luca Ardenghi.

“I reperti che oggi vengono restituiti alla pubblica fruizione rivestono un’eccezionale importanza nel panorama archeologico della Val di Cornia, tanto da richiedere un intervento diretto del Ministero della Cultura che garantirà la loro conservazione per gli anni a venire e permetterà a tutti di ammirarli nelle nuove vetrine del Museo”, ha sottolineato la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno.

Per approfondire lo studio e il restauro di questi eccezionali reperti, inoltre, è in programma un incontro con gli esperti che hanno seguito le operazioni, venerdì 16 Gennaio alle ore 17,30. L’appuntamento inaugurerà un ciclo di conferenze sulla ricerca archeologica nel territorio, che accompagnerà i visitatori per tutto il 2026.


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