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Politica Giovedì 07 Maggio 2026 ore 14:38
Discarica, "Si ripropongono criticità già emerse"

Lavoro e ambiente: "L’idea di una discarica 'a km zero' è condivisibile, ma i tempi non risultano coerenti". Una opportunità per il nodi LI53
PIOMBINO — La lista civica Lavoro & Ambiente è intervenuta sul recente accordo per la discarica Rinascenza.
"In questo contesto, è evidente che i margini di manovra per l’Amministrazione Comunale fossero limitati, ma non al punto da chiudere l’intera vicenda con un’intesa priva di dettagli fondamentali e, soprattutto, di una visione complessiva. - hanno commentato - La lista civica Lavoro & Ambiente ha seguito la vicenda fin dall’inizio, anche attraverso il contributo diretto dei propri rappresentanti nelle istituzioni durante il primo mandato della giunta Ferrari: Carla Bezzini, assessore all’Ambiente e Demanio, e Sabrina Nigro, con deleghe tra cui Lavoro e Sviluppo economico. Non va dimenticato che proprio il tema della discarica, insieme a quello del rigassificatore nel porto di Piombino, ha rappresentato uno dei principali pilastri su cui si è costruito il consenso elettorale che ha portato Francesco Ferrari e la sua coalizione a vincere per due mandati. Nei primi anni di amministrazione, il Comune di Piombino ha percorso tutte le vie legali possibili per contrastare il progetto: ricorsi al TAR contro la VIA e la Conferenza dei Servizi, opposizione alla concessione demaniale e alla delibera regionale. Azioni corrette e doverose, ma sistematicamente respinte in un contesto politico-istituzionale in cui la Regione Toscana ha sempre sostenuto il progetto, prima con Rimateria e poi con Rinascenza, arrivando ad autorizzare anche il conferimento di rifiuti a componente organica inizialmente esclusi. Il ritiro del ricorso al Consiglio di Stato e la rinuncia agli ulteriori contenziosi non appaiono come una scelta politica autonoma, ma come una presa d’atto di un esito giudiziario ormai segnato. Tuttavia, questi passaggi, che chiudono definitivamente una fase di opposizione istituzionale, avrebbero richiesto maggiore chiarezza e trasparenza nelle motivazioni. Sarebbe stato doveroso un passaggio in consiglio comunale o la convocazione di un’assemblea pubblica: strumenti minimi di confronto che, invece, sono stati completamente ignorati".
Per la lista i problemi restano. "Il volume complessivo della discarica resta fissato a 350mila metri cubi. Se da un lato viene introdotta una priorità per rifiuti siderurgici, da bonifica e da infrastrutture territoriali, dall’altro permangono forti dubbi sulla sostenibilità economica del modello. Il rischio concreto è che, per garantire l’equilibrio gestionale, si apra in futuro al conferimento di ulteriori tipologie di rifiuti, riproponendo criticità già emerse. Anche i protocolli di monitoraggio e la costituzione di un comitato di controllo con la partecipazione delle associazioni non rappresentano elementi straordinari, ma strumenti che dovrebbero rientrare nella normale applicazione delle normative ambientali, soprattutto in un sito già fortemente compromesso".
E ancora: "Dalla delibera emerge inoltre come l’accordo si regga in larga parte sulla prospettiva industriale del progetto Metinvest. L’idea di una discarica 'a km zero' è condivisibile, ma i tempi non risultano coerenti: senza una reale sincronizzazione con lo sviluppo industriale, l’intero impianto rischia di perdere sostenibilità economica, con conseguenze che potrebbero rivelarsi difficilmente controllabili".
Infine la lente sulle bonifiche. "La separazione delle autorizzazioni tra i siti di fatto condanna l’area LI53 all’abbandono, escludendo interventi di bonifica che difficilmente verranno realizzati in futuro. E' doveroso ricordare che la responsabilità risale in primis al curatore fallimentare di Rimateria e alla Regione Toscana, ma noi pensiamo che si tratti comunque di un’occasione persa: il momento per mettere in sicurezza quell’area doveva essere proprio all’interno di un accordo complessivo. Per la nostra lista, la LI53 non può essere nuovamente accantonata. È necessario individuare soluzioni concrete. In questa direzione si inserisce la proposta che abbiamo avanzato durante un incontro pubblico promosso dalla società Zhero sul progetto TI-Link: un parco energetico da 5 GW in Tunisia, collegato alla Toscana tramite un cavo sottomarino da 2 GW, con punto di connessione previsto a Torre Mozza. Un progetto di questa portata, sul quale al momento ci sembra prematuro esprimersi perché ancora embrionale, può rappresentare un’opportunità per affrontare e risolvere finalmente il nodo della LI53, evitando ulteriore consumo di suolo e valorizzando aree già compromesse. Questo significa avere una visione: non fermarsi al singolo intervento, ma costruire una programmazione capace di trasformare le criticità in opportunità per il territorio, puntando sulle energie rinnovabili e sulla tutela ambientale".
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