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Attualità Giovedì 07 Maggio 2026 ore 07:35

Rinascenza, tutti i nuovi dubbi del comitato

Dal Comitato Salute Pubblica la richiesta di un incontro con l'assessore regionale all'Ambiente per discutere della questione discarica



PIOMBINO — Il Comitato Salute Pubblica ha scritto all'Assessorato all'Ambiente della Regione Toscana e agli uffici di riferimento per sottolineare alcuni aspetti, già oggetto di osservazioni, riguardo i recenti progetti legati alla discarica Rinascenza in località Ischia di Crociano a Piombino.

"Si tratta di un progetto da sempre contrastato dal Comitato Salute Pubblica e da gran parte della città perché prevede di ampliare e riprofilare discariche esistenti dando vita di fatto a una nuova discarica per il conferimento di 350mila metri cubi di rifiuti a meno di 500 metri dal centro abitato di Colmata e Montegemoli, mentre per quell'area gli strumenti urbanistici vigenti del Comune di Piombino prevedono la realizzazione di un parco pubblico. -hanno riferito - Siamo contrari al progetto perché riteniamo inoltre che ulteriori pesi su discariche esistenti non dovrebbero essere consentiti dal momento che verrebbero a poggiare su teli di fondo per i quali l'Arpat, a suo tempo, ha rilevato la quasi certa lacerazione del telo di fondo della discarica ex Lucchini e la probabile lacerazione di quello della discarica ex ASIU. Si richiama a tal fine uno studio geologico a suo tempo commissionato dal Comitato e già trasmesso a codesta Regione dove si denunciavano pericoli di cedimento per eventuali ulteriori carichi". 

Il comitato dunque non condivide la scelta di prorogare per 5 anni la VIA al progetto disposta dalla Regione Toscana con deliberazione della Giunta 497/20.4.06 e il relativo conferimento di rifiuti che in assenza di quelli industriali potrebbe aprire la strada ad altri tipi di rifiuti.

"L'Amministrazione comunale sostiene che l’accordo sia migliorativo per la città perché verrebbe a privilegiare, a suo dire, il conferimento di rifiuti industriali e provenienti da bonifiche rispetto a quelli speciali. Le norme dell'accordo però non assicurano affatto che questo avvenga. Prevedere come prioritario il conferimento di rifiuti del territorio non rappresenta una certa attuazione. Pensiamo che il conferimento rifiuti locali da bonifiche o industriali non sia garantito per l'incertezza che vengano realizzate bonifiche dato che le aspettiamo da vent’anni, non si sa chi le dovrebbe realizzare e finanziare, come non vi sono certezze sulla realizzazione ed inizio attività della industria siderurgica prospettata. - hanno osservato - Nessuna garanzia quindi che la nuova discarica sia al servizio del territorio e che il progetto Rinascenza garantisca, per i rilevanti costi, la messa in sicurezza dell'area". 

"Siamo preoccupati per le condizioni del terreno dove poggiano le discariche per la possibile contaminazione di inquinanti con la falda superficiale posta a circa 2,5 metri dal piano di campagna, è stata a suo tempo segnalata dall'Arpat la presenza di percolato in alcuni pozzi di ispezioni. - hanno proseguito - Sembra che l'Arpat o la stessa Regione abbiano proposto possibili interventi tecnici per la problematica sopra rappresentata, ma non ne conosciamo il contenuto né sappiamo se gli interventi siano stati realizzati. Proprio su questa particolare problematica ci preme soffermare l'attenzione e richiedere approfondimenti da parte della Regione. Ricordiamo inoltre che l'area discariche non è racchiusa nella trincea drenante prevista dalla MISO della falda superficiale come aveva richiesto il Comune di Piombino, che sembra ora aver dimenticato".

Insomma, i Comitato Salute Pubblica chiede all'assessorato all'Ambiente di valutare tutti questi aspetti.

"Questa città aspettava quello che le era stato promesso, chiusura, bonifica, realizzazione di un parco pubblico. L'Amministrazione ha previsto invece un accordo, rinunciando ai ricorsi, motivandolo con l’intento di favorire le bonifiche e la futura industria siderurgica ma troppi sono i rischi che diventi una nuova grande discarica di rifiuti speciali odoriferi provenienti da fuori. Chiediamo alla Regione di approfondire la situazione ambientale, sanitaria, geologica, logistica dell'area, tenendo presente che la città ha lottato tanto perché lì si realizzasse il verde pubblico/il parco territoriale poi previsto, grazie alla mobilitazione della gente e dagli strumenti urbanistici. Si continua invece nella logica che per presidiare l'area occorre ampliare discariche tenendo conto della situazione economica del Gestore per garantire continuità fino all'esaurimento autorizzato". 

Dunque la richiesta all'assessore Davide Barontini un incontro per meglio esporre le problematiche del nostro territorio, un incontro in presenza o in videoconferenza.


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