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giovedì 14 novembre 2019

Attualità venerdì 16 agosto 2019 ore 19:00

"Le due nuove centraline? Obbligo di controllo"

Obbligo di controllo e intervento per una discarica come quella di Ischia di Crociano. "La gestione delle centraline sia affidata ad Arpat"



PIOMBINO — Si torna a parlare di discarica, cattivi odori e centraline di relavamento. Questa volta è il Comitato Salute Pubblica che, rispondendo a quanto ricordato dal Pd sull'istallazione già concordata di due nuove centralini (leggi qui l'articolo correlato), ha precisato quanto segue. 

"Le due centraline che Rimateria deve installare sono un obbligo dettato D. L.vo n. 36 del 13 gennaio 2003 e s.m.i. 'Attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti' che nell'Allegato 2 ('Piani di gestione operativa, di ripristino ambientale, di gestione post-operativa, di sorveglianza e controllo finanziario') Punto 5 ('Piano di sorveglianza e controllo'), paragrafo 5.4 ('Emissioni gassose e qualità dell'aria'). In tale decreto è ben evidenziato per le discariche tipo quella di Ischia di Crociano la necessità della rete di controllo e l’obbligo di intervento in caso di superamento dei limiti. Abbiamo partecipato ad un solo incontro con la commissione citata nell’articolo e precisammo che la nostra presenza era per informarsi e proporre anche le nostre idee ma ogni decisione che Arpat, Asl o i tecnici del Comune avrebbero preso sarebbe stata una loro autonoma decisione. - hanno riferito dal Comitato - Impossibile per noi parlare di decidere insieme, siamo troppo rispettosi del lavoro dei tecnici e teniamo moltissimo alla nostra autonomia. Quello che corrisponde al vero è che fu accolto un nostro suggerimento: le centraline dovevano essere posizionate non solo considerando i venti ma anche la vicinanza alle abitazioni di chi subisce i danni che la conduzione fuori norma della discarica provoca". 

Una delle due nuove centraline, per esempio, dovrebbe essere istallata all'interno di un terreno privato, l'altra in un terreno demaniale in concessione privata. Sarebbe l'ubicazione a far slittare i tempi di istallazione delle centraline. Nessuna giustificazione da parte del Comitato che chiede di impegnare i costi, e non rimandarli, della messa a norma.

Il Comitato Salute Pubblica ha ricordato anche la necessità di misurare, attraverso le centraline, non solo l'idrogeno solforato, ma anche altre componenti del biogas come CH4 (metano), CO2 (anidride carbonica), O2 (Ossigeno), H2 (idrogeno), polveri totali, NH3 (ammoniaca), mercaptani e composti volatili. Sempre secondo il Comitato la gestione delle centraline, seppur pagate da Rimateria, deve essere data ad Arpat e, in caso di superamento dei limiti, l'Asl deve imporre ai gestori della discarica di intervenire immediatamente per riportare la situazione entro valori accettabili.

"Per quanto attiene l’inquinamento provocato dal biogas troviamo poco comprensibile l’affermazione che la situazione ambientale sia nettamente migliorata. - hanno concluso dal Comitato - Abbiamo già invitato l’Asl a dare una valutazione non riferita alle sole medie giornaliere ma alle medie orarie, se facciamo questo vediamo che dalla fine di Maggio a Luglio si hanno dei picchi preoccupanti che superano di varie volte i limiti del disturbo odorigeno. Fra l’altro l’attività della discarica è stata per parte del mese di Luglio e tutto il mese di Agosto sospesa in mancanza delle autorizzazioni per le nuove coltivazioni avute solo pochi giorni fa. Ma sull’argomento inquinamento atmosferico torneremo a parlare appena Arpat ci fornirà la relazione che abbiamo richiesto".



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