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sabato 25 maggio 2019

Attualità domenica 14 aprile 2019 ore 09:47

Erano i tempi di Alfio Callai

Foto di Riccardo Marchionni

Su #tuttoPIOMBINO Gordiano Lupi ricorda Alfio Callai, morto a 91 anni per un improvviso malore nel pomeriggio del 9 Aprile



PIOMBINO — Erano i tempi che andavamo a vedere le partite in trasferta del Piombino con il torpedone Gran Turismo (che poi così comodo non era) della Ferrovia Massa Follonica, organizzato da Alfio Callai, partenza da piazza Verdi, proprio davanti al Bar Cristallo. 

Erano i tempi che una partita di calcio era la scusa per andare a fare un pranzo al ristorante, poi di corsa allo stadio - Colle Val d’Elsa o Volterra non aveva importanza - per tifare i nostri colori, con cori organizzati d’altri tempi, del tutto inoffensivi. A Pontassieve era d’obbligo mangiare al Girarrosto, famoso per i piccioni allo spiedo, mentre a Castellina si andava in una taverna in piazza che serviva arrosti misti annaffiati con un vinello generoso, naturalmente Chianti.

Erano i primi anni Settanta, noi si cresceva a pane e calcio, Alfio Callai lavorava in Magona e aveva la passione del Piombino, commentava le partite a Telepiombino, la storica emittente locale fondata da Ivio Barlettani, in mezzo alla neve delle trasmissioni via cavo, che andavano e venivano, dipendeva dal tempo. Alfio Callai scriveva pure su Costa Etrusca, altra creatura del grande Ivio Barlettani, ancora in edicola, pure se non è la stessa, non è più quel giornalone di otto pagine, formato lenzuolo, che usciva una volta al mese e metteva in prima pagina una bellezza locale discinta per attirare acquirenti. 

Alfio Callai era vulcanico e ironico, animatore di commenti calcistici di ogni tipo davanti allo storico Bar Cristallo, sempre in giro per Piombino con la sua bicicletta, pronto alla battuta, disponibile alla sagace ironia, alla ficcante satira. Negli ultimi tempi era lo spettro di se stesso, non avresti creduto che una volta portava in giro tifosi per la Toscana e oltre, persino in Sardegna e in Umbria, addirittura nel Lazio, quando il Piombino fu promosso in Serie D. Non ci avresti creduto che era lui in prima fila a sostenere la squadra, l’animatore dei cori, l’inventore del ritornello Sempre Avanti Nerazzurri/ Nerazzurri del Piombino/ La vittoria tua sarà e del più irriverente (molto anni Settanta): Pontassieve dove sei?/ Sono sotto al pentolino/ per paura del Piombino… Va da sé che il nome della squadra cambiava di domenica in domenica. 

Adesso che te ne sei andato mi prende una grande nostalgia di quelle domeniche così genuine e piene di speranza della mia adolescenza. Avevi 91 anni, non ti si vedeva più allo stadio, che era sempre stato il tuo mondo, ma voglio ricordare la tua voce squillante e roca mentre commentavi un’azione da rete e incitavi la squadra. Alfio Callai, una sciarpa nerazzurra, una bandiera che svetta in cielo, un telegiornale letto insieme a Franco Barbagli (un altro che ci manca). Purtroppo è una Piombino che scompare, pezzo dopo pezzo, che si stempera nella nebbia del ricordo…

Gordiano Lupi
© Riproduzione riservata



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