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Il “pulcino del gabbro” che non voleva cantare

In onda su Rai1 il film tratto dall’autobiografia della toscana Nada, icona della musica leggera italiana, interpretata da Tecla Insolia di Piombino.



PIOMBINO — Come preannunciato la scorsa settimana al festival di Sanremo dalla protagonista Tecla Insolia, i telespettatori di Rai1 hanno potuto seguire lo sceneggiato “La bambina che non voleva cantare” per la regia di Costanza Quatriglio. 

La pellicola narra le vicende ispirate alla vita di Nada Malanima e da lei raccontate nel libro autobiografico “Il mio cuore umano” edito da Blu Atlantide nel 2008. Tecla con i suoi 17 anni ha interpretato con naturalezza e spontaneità il ruolo della cantante livornese per il quale ha dichiarato di essersi preparata con grande impegno e professionalità. 

Anch’essa toscana, di Piombino, ha recitato e cantato lei stessa i pezzi di Nada con cui condivide, oltre che i natali toscani anche il precoce talento nonché un nome originale. Nel caso di Nada, si racconta che fu sua madre a sceglierlo per consiglio di una zingara che predisse la celebrità della figlia in arrivo. 

Ci auguriamo che invece Tecla non soffra lo stesso stress del “pulcino del Gabbro” che quando saliva sul palco veniva colta da ansia e disagio per la presenza del pubblico nelle grandi platee. Una paura che per fortuna non le ha impedito di regalarci pezzi come “Ma che freddo fa” (scritto da Varo Venturi e Gerry Manzoli, bassista ex Camaleonti e marito di Nada dal 1973 e che compare nel film) o “Amore disperato” ormai pietre miliari della memoria musicale del paese.

La storia prende vita nella campagna toscana dei primi anni Sessanta, al Gabbro, vicino Livorno, dove vive la piccola Nada. Il suo universo è composto da nonna Mora, dalla sorella Miria, dal babbo Gino e dalla mamma Viviana, preda di una forte depressione che la tiene lontana dalla figlia e dal mondo. Quando suor Margherita scopre il talento della piccola per il canto, il cuore fragile della bambina si convince che solo la sua voce prodigiosa ha il potere di far guarire la mamma. E così la piccola Nada, piano piano, comincia a mostrare al mondo il suo grande talento, croce ma anche via via, sempre più delizia.

La tormentata ricerca di se stessa come artista e come donna, dal microcosmo della provincia toscana alla ribalta del palco di Sanremo, è restituita dalla regista palermitana, Costanza Quatriglio, con sensibilità e umana comprensione. Il documentario “Il mio cuore umano” (2009) tratto dalla stessa autobiografia, già portava la sua firma. Nel film emerge con delicatezza la nostalgia per un mondo che non c’è più, fatto di vicinanza, di solidarietà che avvicinava i membri della comunità per cui il destino di ognuno veniva condiviso nel bene e nel male e anche la musica aveva forse un altro valore, quasi magico.

Al fianco di Tecla nel cast del film “La bambina che non voleva cantare”: Carolina Crescentini e Sergio Albelli (i genitori di Nada Viviana e Gino), Paolo Calabresi (maestro Leonildo), Giulietta Rebeggiani (Nada bambina), Massimo Poggio (Guido De Santis), Paola Minaccioni (suor Margherita) e Nunzia Schiano (nonna Mora).

Elisa Cosci
© Riproduzione riservata

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