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Politica lunedì 23 maggio 2022 ore 15:13

Jsw, “contraddizioni evidenti, Governo agisca”

Pd: “E’ giunta l’ora che Giorgetti esca dal silenzio inaccettabile su Piombino e che il Governo metta fine a una lunga vicenda”



PIOMBINO — “Non cambiano le preoccupazioni e il livello di attenzione che si deve mantenere su una delle vertenze più importanti del Paese”, lo hanno ribadito Federazione e Unione comunale Pd in merito alla serie di questioni irrisolte dello stabilimento siderurgico di Piombino.

“Da un lato perchè risulta ancora in essere la decisione del management Jsw di assegnare ad un’azienda specializzata la demolizione dell’ex area a caldo con la conseguente cessione del rottame senza il coinvolgimento dei lavoratori in cassa integrazione e delle imprese locali e che causerebbe un ulteriore depauperamento del valore patrimoniale dell’azienda. Dall’altro perché il vicepresidente Marco Carrai ha parlato solo pochi giorni fa della possibile firma di un addendum all’accordo di programma per l’acquisizione della commessa decennale di rotaie da Rfi per il valore di 2,4 miliardi. Le contraddizioni sono evidenti. - hanno commentato - Come è possibile pensare che una commessa di tale identità possa essere affidata ad un’azienda di cui il proprietario dichiara di volersi sbarazzare? Eravamo contrari un anno fa all’affidamento della commessa a Jsw senza gli opportuni impegni a garantire il futuro produttivo e occupazionale della fabbrica e, a maggior ragione, lo siamo ora”. 

“Il Governo deve congelare la firma dell’accordo e verificare la reale possibilità del passaggio di mano dell’azienda a un altro imprenditore in grado di garantire a Piombino investimenti e sviluppo. - hanno proseguito - Stesso discorso per le concessioni pubbliche degli spazi demaniali e demaniali marittimi che non possono essere certo essere rinnovati a un’azienda in fuga solo per aumentarne il valore patrimoniale. E’ davvero giunta l’ora che Giorgetti esca dal silenzio inaccettabile su Piombino che ha caratterizzato la sua azione e che il Governo metta fine a una vicenda lunga che sta ulteriormente alimentando l’insicurezza dei 1.600 lavoratori ancora in forza allo stabilimento e di una città economicamnte sotto ostaggio di multinazionali che si sono rivelate incapaci di rispettare i loro impegni”.

“Se c’è uno o più industriali italiani disposti a investire sul rilancio della siderurgia a Piombino che comprenda anche il ritorno alla produzione autonoma di acciaio, il Governo deve impegnarsi a favorire questo passaggio, dopo aver verificato in piena trasparenza con le parti sociali il progetto industriale del nuovo soggetto in campo. - e hanno concluso -Lavoreremo, attraverso le nostre rappresentanze in Parlamento e nel Governo, lo diciamo chiaramente, perché tutto ciò accada, liberando i lavoratori e la città da promesse mai mantenute che oggi vengono reiterate nonostante la perdita palese di credibilità di un’azienda a cui al massino possiamo riconoscere di aver consentito la minima sopravvivenza, impegnando anche risorse economiche, ma che mai è riuscita a delineare uno sviluppo stabile per la fabbrica e il territorio”.


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