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Lavoro venerdì 23 giugno 2023 ore 13:55

Jsw, "rischiamo i titoli di coda"

Riunito il Consiglio di fabbrica per discutere delle azioni in vista della scadenza della proroga delle concessioni portuali e degli ammortizzatori



PIOMBINO — Si è riunito nel pomeriggio di giovedì il Consiglio di Fabbrica che ha visto la partecipazione delle Segreterie Provinciali Fim-Fiom-Uilm e delle Rsu Jsw, Piombino Logistics e Gsi. In attesa delle prossime elezioni per il rinnovo della Rsu in Jsw al Consiglio di Fabbrica hanno partecipato sia le Rsu elette nel 2020, che restano attualmente formalmente in carica, sia le Rsu votate a Maggio 2023 nelle elezioni che sono state poi successivamente annullate. 

"Nel dibattito si è discusso dello sciopero nazionale di 4 ore proclamato da Fim-Fiom-Uilm per il 7 Luglio e dell’attivo regionale Fim-Fiom-Uilm che si terrà con i delegati per rilanciare la centralità del lavoro ed in particolare sul rilancio industriale necessario al nostro Paese, partendo dall’affrontare da parte del Governo in maniera molto più concreta le molte crisi aperte al Ministero che riguardano il reparto metalmeccanico ed oltre 50mila lavoratori. - hanno fatto sapere in una nota i rappresentanti sindacali - Dopo le tante belle parole del Sottosegretario Bergamotto nell'incontro Ministeriale dello scorso 27 Aprile e dopo gli impegni assunti in Parlamento dal Ministro Urso a seguito di un'interrogazione parlamentare, per l'ennesima volta sulla vertenza Jsw di Piombino è calato l'assoluto silenzio. L'incontro ministeriale si era concluso con l'impegno del Consigliere Castano di portare avanti i tavoli in maniera anche disgiunta per arrivare a Giugno ad una nuova convocazione di aggiornamento, partendo dalla richiesta decisa del Governo di discutere di un piano industriale che non riguardasse la sola laminazione ma partisse dagli investimenti sulla produzione di acciaio a Piombino tramite il forno elettrico, con il fine di arrivare ad un nuovo Accordo di Programma". 

Al momento i sindacati non hanno notizie di una imminente convocazione nonostante la richiesta urgente di incontro fatta dalle Segreterie Nazionali Fim-Fiom-Uilm. 

"Negli incontri con la proprietà ci viene indicata una attività costante con il MiMit che non ci viene confermata dal Ministero, dalla stampa si apprende di un piano di impresa presentato all'Autorità Portuale dal Gruppo Jsw che è stato in parte rigettato dalla stessa AdSP perchè considerato sproporzionato, silenzio assoluto dall'Amministrazione Comunale, dalla Regione Toscana e dagli stessi politici eletti sul territorio. - hanno commentato - Sembra che solo le organizzazioni sindacali abbiano chiaro il rischio di essere alle porte di un disastro sociale senza precedenti con potenziali migliaia di esuberi e licenziamenti". 

Come ricordato dai sindacati, a Settembre, oltre a scadere la proroga delle concessioni portuali, scadranno gli ammortizzatori sociali per i 140 lavoratori della Piombino Logistics e a Gennaio scadrà la cassa integrazione in deroga per i circa 1.400 lavoratori Jsw. 

"La Regione Toscana ha confermato che le risorse economiche per la proroga a Gennaio della Cassa in Deroga non sono attualmente disponibili e servirà un intervento governativo per rifinanziarle. - hanno evidenziato - In questo silenzio generale ancora una volta sono Fim-Fiom-Uilm a lanciare l’allarme e lo fanno anche dal palco dell'Attivo Regionale proponendo nel mese di Luglio una grande mobilitazione guidata da Fim-Fiom-Uilm Regionali a Piombino, che veda la partecipazione delle Segreterie nazionali di Fim-Fiom-Uilm ed il sostegno delle Confederazioni di Cgil-Cisl-Uil". 

"Rischiamo i titoli di coda non solo per lo stabilimento siderurgico e per i suoi lavoratori, ma rischiamo una catastrofe anche perché quest'area di crisi complessa sembra abbandonata a sé stessa da tutte le Istituzioni. Piombino è chiamata a dare una mano all'Italia per rispondere ad un'emergenza energetica nazionale, ma poi si sono tutti dimenticati che dalla fermata dell'altoforno nel Luglio 2014 ci sono ancora migliaia di lavoratori che aspettano risposte e migliaia di famiglie sempre più in difficoltà economiche. E' per tutte queste ragioni - hanno concluso - che è necessario tornare a mobilitarci e nei prossimi giorni partiremo con il confrontarci con tutti i lavoratori nelle assemblee e prepararsi a tornare a lottare per il futuro non solo nostro ma del comprensorio".


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