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Cultura domenica 16 luglio 2017 ore 12:00

L'uomo in ceppi, uno schiavo venuto da lontano

Inaugurata la mostra al Museo di Populonia che pone l'accento sulla scoperta, avvenuta nel novembre scorso a Baratti, di uno scheletro incatenato



PIOMBINO — Populonia sold out per l'inaugurazione della mostra temporanea dell'uomo in ceppi al Museo archeologico del Castello di Populonia. Tanti i curiosi accorsi per conoscere la storia che si cela dietro lo scheletro ritrovato durante gli scavi dell'équipe dell'Università degli studi di Milano coordinati dall'archeologo Giorgio Baratti (leggi gli articoli consigliati).

"La scoperta dell'uomo in ceppi ha raggiunto tutto il mondo", ha esordito Carolina Megale, deus ex machina che ha fortemente voluto la mostra dedicata a una scoperta che ha scosso l'attenzione e l'interesse di molti addetti ai lavori e non.

Era il 5 novembre 2016 quando dagli scavi archeologici sulla spiaggia di Baratti è stato trovato questo scheletro con i ceppi in ferro ancora fissati al terreno e cinti alle caviglie, al collo un anello dello stesso materiale come fosse un giogo. "Quei ceppi hanno attirato l'attenzione di tutti noi alla ricerca di una storia che potesse riportare ai giorni nostri quel passato e dare memoria a quell'uomo sepolto a Baratti", così l'archeologa Megale ha introdotto l'inaugurazione attribuendo all'archeologia una nuova connotazione che non si ferma alla scoperta fine a se stessa.

Un uomo tra i 35 e i 40 anni, alto 1.73 centimetri e dalle possibili origini africane per le caratteristiche dell'arcata dentale e l'allungamento della cassa cranica; risale alla seconda metà del IV secolo a.C. ed è stato sotterrato in una semplice tomba all'interno della necropoli. Questo è l'identikit dell'uomo in ceppi rinvenuto a Baratti e custodito nell'ambito della mostra in una teca del museo etrusco.

Proprio per questo tipo di "sepoltura sospetta" come dicono gli addetti ai lavori era presente all'inaugurazione anche Giulio Paolucci curatore del museo delle Acque di Chianciano Terme che ha avuto a che fare con ritrovamenti simili. Presenti anche il presidente della Parchi Val di Cornia Francesco Ghizzani Marcìa, l'assessora alla Cultura di Piombino Paola Pellegrini e Ottavio Gasparri. 

Proprio lui ha sottolineato l'importanza della mostra a Populonia che attribuisce un valore aggiunto al borgo che con i suoi eventi e le sue storie riesce ad attrarre sempre nuovi turisti. Sabato pomeriggio il borgo era in fermento: quel castello, quella vista mozzafiato sul mare e quel nuovo tassello di storia tutto da scoprire che porterà il nome di Populonia nel mondo. La prima tappa è York in Inghilterra, grazie alla collaborazione dello York Archaeological Trust.

Dina Maria Laurenzi
© Riproduzione riservata


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