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martedì 16 luglio 2019

Attualità mercoledì 12 dicembre 2018 ore 15:34

Progetto Creo, per il Comitato Salute è no

Proposto un nuovo percorso con i cittadini. "Cosa dobbiamo fare per far capire ai nostri politici che non vogliamo una nuova monocoltura dei rifiuti?"



PIOMBINO — Quali sviluppi riguardo l'insediamento Creo nell'area Apea a Piombino? L'Amministrazione ha deciso di finanziare con 12.200 euro un percorso di ascolto attivo con la cittadinanza.

"Davvero non avete ancora capito? - si è domandato il Comitato Salute Pubblica - I cittadini di Piombino hanno già contestato ripetutamente nelle assemblee pubbliche organizzate dall'Amministrazione Comunale e in varie assemblee di quartiere l'insediamento in area Apea della società Creo srl. Lo stesso hanno fatto tutte le forze di opposizione e alcuni componenti di questa giunta hanno più volte risposto che questo insediamento non ci sarebbe stato perché troppe erano le perplessità e le resistenze. C'è bisogno di affidare alla cooperativa Sociolab un incarico da 12.200 euro per chiedere di nuovo ai cittadini se vogliono che nel loro territorio si insedi un impianto sperimentale che avrà un notevole impatto ambientale, soprattutto in termini di emissioni atmosferiche e odorigene? Vogliono chiederci se accettiamo una ditta come la Creo che produrrà carbone la cui utilità, come la sua commercializzazione, è tutta da dimostrare Cosa dobbiamo fare per far capire ai nostri politici che non vogliamo una nuova monocoltura dei rifiuti, che vogliamo turismo, commercio, diversificazione, industrie moderne, utili e non inquinanti?".

Il progetto proposto da Creo riguarda la trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani e altri prodotti organici di diversa provenienza in lignite (leggi qui sotto gli articoli correlati).

"Consumare energia per trasformare rifiuti organici in carbone è assurdo, non ci vuole chissà quale percorso per comprenderlo. - hanno aggiunto - Certo che ne abbiamo, di soldi da spendere! Perché non fare allora uno studio serio su come monitorare le dispersioni in aria delle sostanze pericolose provenienti dallo stabilimento Aferpi in fase di deterioramento? Dicono che fra le sostanze che si disperdono in aria ci sia anche l'amianto. E non lo diciamo noi, inaffidabili e polemici per natura, lo dice Rimateria. Abbiamo chiesto lumi al sindaco, ma siamo ancora in attesa che ci risponda. Qualche euro - hanno aggiunto - si potrebbe anche destinare alla realizzazione del Registro Tumori, che la città chiede inutilmente da tempo. E qualche altro ad una indagine geoelettrica e a delle analisi isotopiche per verificare se i teloni posati 20 anni fa alla base della discarica di Ischia di Crociano a protezione della falda sono ancora integri, nonostante il cumulo di rifiuti sia stato rialzato dai 9 metri inizialmente previsti ai 35 attuali. Oppure per farvi eseguire i carotaggi da ditte indipendenti sotto il controllo Arpat per verificare che non vi sia finito qualcosa di pericoloso. Per fare queste cose non ci sono soldi, per la Sociolab sì".

E sull'utilità di una centrale che produce lignite il Comitato Salute Pubblica ha sottolineato che in tutta Europa esista un unico impianto analogo a Valencia dislocato lontano dall'abitato e con trattamento di soli rifiuti biodegradabili di origine vegetale. 

"L'impianto che vogliono insediare a Piombino avrebbe dieci sezioni, sorgerebbe alle porte della città e, soprattutto, i rifiuti ammessi in entrata sarebbero venti e appartenenti a categorie diverse. - hanno commentato - Una delle tipologie di rifiuti trattabili in questo impianto sono i fanghi civili e/o industriali. Non si capisce per esempio perché possa essere conveniente aprire un carbonizzatore di questo tipo a Piombino quando non troppo lontano, a Monterotondo Marittimo, esiste un impianto capace di trasformare in compost la Forsu prodotta da tutta la zona costiera della Toscana. In compost, non in carbone!".



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