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Lavoro martedì 14 marzo 2023 ore 17:02

Quale piano Jsw, sindacati vogliono vederci chiaro

"Inaccettabile che dopo le richieste di incontro da parte dei segretari nazionali ancora oggi si facciano dichiarazione ma non seguono fatti concreti"



PIOMBINO — "Da una nota Adnkronos, le segreterie Fim e Fiom territoriali hanno appreso le dichiarazioni del ministro Urso il quale avrebbe incontrato Jindal ed altri soggetti economici del settore siderurgico e condiviso con il sindaco di Piombino ed il Governatore della Toscana un non meglio chiarito progetto per il rilancio di Piombino".

Così le segreterie Fim e Fiom ritengono "inaccettabile che a distanza di mesi dalle richieste di incontro da parte dei segretari nazionali ancora oggi si facciano dichiarazione ai quali non conseguano fatti concreti. Così come ci riteniamo offesi da un punto di vista formale nel fatto che anche negli incontri e recenti con il sindaco Ferrari o con il Governatore Giani non sia stata assolutamente menzionato nessun contenuto di questo presunto piano di rilancio".

Le organizzazioni sindacali Fim e Fiom in attesa di fare l’assemblea con i lavoratori si sono auto convocate in presidio al Ministero del Made in Italy (ex Mise) con le nostre Rsu da tenersi nei prossimi giorni.

Anche l'Unione sindacale di base chiede chiarezza. "Da questi incontri è venuto fuori che ci saranno piani di sviluppo per la nostra siderurgia, ma non si dice quali, e in più dice che ci saranno sviluppi per il porto e la logistica. - hanno commentato - Crediamo che la mobilitazione di tutti sia l'unica strada per essere convocati al l più presto dopo le ripetute richieste d'incontro. Questo Ministro incolpa di questa situazione chi c'era prima, ma come Sindacato sappiamo bene le colpe da dove vengono e da quanto tempo sono state fatte. Si crede di risolvere la vertenza si o no? Ricordiamo che la campagna elettorale è finita già da un bel pezzo, e la presa in carico di questa vertenza va presa seriamente e risolta definitivamente una volta per tutte. Non esiste ancora un piano industriale e ci sono a rischio più di 1500 posti di lavoroe le loro famiglie. Sembra una moda ormai quella di dare le colpa hai precedenti Governi! Ricordiamo che ora il Ministro non può avere più alibi per risolvere questa crisi aziendale, il suo governo ha i poteri e i mezzi se uno vuole veramente risolverla e dare una visione e un segno tangibile di cosa vogliono fare di Piombino. Non abbiamo bisogno di promesse e storielle e di colpe ma di fatti e decisioni sul nostro futuro lavorativo e di Piombino. Per questo siamo a chiedergli per l'ennesima volta una convocazione immediata delle parti sociali".

“Il ministro Urso continua a rilasciare dichiarazioni a mezzo stampa ma è più di un anno che attendiamo un incontro di verifica sulla vertenza dell’ex Lucchini di Piombino, più volte richiesto dalle organizzazioni sindacali. La questione, se la si vuole risolvere, non la si può discutere sui giornali ma con un incontro con tutte le parti interessate a partire dai sindacati che continuano a denunciare il dramma di centinaia di lavoratori a cassa integrazione che sopravvivono di stenti da oltre dieci anni”, hanno commentato Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm, e Lorenzo Fusco, segretario Uilm Piombino-Livorno.

“Si apprende, sempre attraverso i media, di un piano di largo respiro per Piombino, ma qual è questo piano? - hanno chiesto Gambardella e Fusco - Perché il sindaco non l’ha rivelato ai lavoratori che sono al tempo stesso suoi concittadini? E poi siamo ancora alla sceneggiata della serie infinita di confronti con Jindal: dobbiamo ricordare alle istituzioni che l’unica cosa da chiedere all’imprenditore indiano è il rispetto degli impegni sottoscritti nel 2018 ovvero la presentazione di un piano industriale. Se vogliamo essere seri - hanno concluso - occorre una urgente convocazione al MiMIT per fare il punto della situazione ed affrontare in modo risolutivo l’annosa vertenza Piombino. Se a breve non ci sarà la convocazione, lavoratori e sindacato metteranno in campo tutte le iniziative necessarie per essere convocati”.


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