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Attualità venerdì 17 giugno 2022 ore 19:00

Rigassificatore, sindaci uniti contro il progetto

Un momento dell’incontro

Il sindaco di Piombino: “ L’unico dato positivo, per ora, è il definitivo abbandono dell’idea di un impianto off shore”



PIOMBINO — “Il commissario straordinario Giani ha convocato tutte le istituzioni del territorio a Firenze. Preso atto che sarebbe stato più semplice nonché opportuno che fosse lui a venire a Piombino e magari ad ascoltare anche i cittadini, ci auguravamo che la riunione di oggi fosse un’occasione per aprire una seria discussione sull’opportunità di collocare un rigassificatore, non sulle modalità con cui l’opera sarà realizzata”. Parole del sindaco di Piombino Francesco Ferrari subito dopo l’incontro con il presidente Giani e i tecnici Snam sulla questione del rigassificatore nel porto di Piombino.

“È evidente che la decisione era già stata presa, ancora una volta senza ascoltare la voce contraria del territorio. - ha commentato il sindaco - I sentimenti prevalenti sono la delusione e la frustrazione di vedere la propria comunità ignorata ancora una volta. L’abbiamo detto negli scorsi mesi e l’abbiamo ribadito oggi: Piombino è la scelta sbagliata. Un rigassificatore nel nostro porto rappresenta un pericolo per la sicurezza nonché un danno economico, sociale, ambientale e turistico per una città che sta con fatica cercando di rialzarsi da una crisi attraverso la diversificazione. - ha proseguito - Una città che è già stata penalizzata a sufficienza in nome delle esigenze del sistema Paese. Ci hanno assicurato che le procedure saranno rispettate e che nessun passaggio sarà bypassato: il Comune di Piombino vigilerà sulla regolarità del percorso mantenendo una posizione forte e coerente a tutela della città. Non diamo per scontato l’esito: le criticità sono molte e la voce del territorio deve avere un peso. Ci doteremo di studi tecnici, giuridici e ambientali per proteggere la città. Abbiamo già richiesto al Ministero tutti i documenti che hanno portato a scegliere Piombino e ad escludere tutti gli altri porti italiani. L’unico dato positivo, per ora, - ha concluso Ferrari - è il definitivo abbandono dell’idea di un impianto off shore ma non è certamente sufficiente a garantire che Piombino e tutto il territorio saranno in grado di andare avanti nell’opera di rilancio iniziata”.

Presenti anche i sindaci di Campiglia, Suvereto, San Vincenzo e Follonica preoccupati sulle conseguenze della messa in atto del progetto.

“Intervenendo ho voluto ribadire il mio no a questa opera, sottolineando e rilevando con forza l’assoluta, incomprensibile e colpevole mancanza di coin- volgimento, discussione, confronto che c’è stata da parte del Governo su un progetto di questa portata e complessità. - ha spiegato la sindaca di Campiglia Alberta Ticciati - Tutto questo ragionamento si inserisce in un contesto di emergenza nazionale che però il Governo non ha ritenuto utile o opportuno rappresentare alle istituzioni del territorio al quale, dopo anni di profonda crisi, delicati e complessi nodi irrisolti come quello della siderurgia, delle infrastrutture, delle bonifiche, si chiede di accettare per l’interesse nazionale un progetto di cui si conosce poco o niente e ciò che si sa è frutto di un passaparola. Credo che questo metodo non solo sia profondamente sbagliato, ma manchi di rispetto a chi sul territorio ogni giorni ci mette la faccia, misurandosi con le difficoltà, i problemi e le paure della nostra gente. Per questi motivi ho chiesto al Presidente di attivarsi per organizzare un incontro tra Sindaci e Governo, coinvolgendo i ministri Cingolani e Giorgetti, a vario titolo coinvolti ed implicati in questa delicatissima vicenda, affinché spieghino ai rappresentanti del territorio le volontà e le motivazioni che muovono la proposta governativa e che ascoltino con attenzione le istanze di chi quel territorio lo rappresenta, perché democraticamente eletto, lo conosce e lo governa peraltro in anni complicatissimi. Allo stesso tempo - ha aggiunto - sento in qualità di sindaca la responsabilità e l’urgenza di fare un appello alle colleghe e ai colleghi a non fare campagna elettorale su questa vicenda delicata perché avrebbe l’unico risultato di aumentare la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e della cosa pubblica, con un danno alla tenuta sociale ed economica delle nostre comunità. Nell’attesa della convocazione del Governo, domani parteciperò alla manifestazione per portare la mia vicinanza e portare il mio contributo alla discussione con l’auspicio e l’impegno di poter trovare una posizione istituzionale comune e condivisa del territorio al fine di costruire un fronte compatto in grado di far sentire meglio e con più forza le ragioni che questa mattina abbiamo provato a sollevare, ma anche con la capacità di rilanciare e costruire proposte alternative in grado di uscire da questo pericoloso empasse nel quale ci troviamo”.

Anche la sindaca di Suvereto più volte intervenuta nel corso di questi giorni ha ribadito le criticità del progetto presentato. “Sono intervenuta rivolgendomi al Presidente e alla giunta regionale presente, senza interloquire con Snam perché non era con loro che volevamo un confronto, ma tra istituzioni. Non sono un tecnico e, pur confidando che sempre ogni procedura autorizzativa soddisfi tutti i requisiti di sicurezza necessari, parlo e agisco come rappresentante di una comunità che non è in questo caso solo Suvereto ma la Val Di Cornia tutta. - ha ribadito la sindaca Jessica Pasquini - Il nostro è un territorio che dalla crisi della fabbrica in poi vive difficoltà crescenti e senso di abbandono. Le questioni mai risolte della siderurgia, del lavoro, delle bonifiche, della ss 398, per non parlare della questione rifiuti, hanno creato una profonda frattura del territorio con le istituzioni superiori e su questa frattura non si può innestare una richiesta di sacrificio così grande. La sfiducia è anche quella dei giovani che leggono un territorio non in grado di offrire loro un futuro, condizionato anche dalla crisi demografica. Ci sono attività che gravitano intorno al porto, attività di itticoltura e attività turistiche che non solo rischiano di essere danneggiate direttamente dal rigassificatore, ma che rischiano di subire un danno di immagine che spegne prospettive e aspettative. Il territorio va ascoltato, e il territorio è preoccupato, sfiduciato, contrario.  Consapevole che la Regione sia stata chiamata dal governo a dirigere scelte nazionali, è comunque una istituzione forte e importante e il Presidente non può non farsi carico della posizione del territorio, un territorio con cui le istituzioni devono ricomporre una profonda frattura prima di avvicinarsi a chiedere qualsiasi minimo sacrificio”.

Di fronte a questa situazione tutti i sindaci della Val di cornia hanno annunciato la loro presenza alla manifestazione in programma per sabato 18 giugno alle ore 10 in piazza Bovio dove cittadini e comitati si ritroveranno via terra e via mare per dire no al rigassificatore nel porto di Piombino.


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