RIGASSIFICATORE Lunedì 12 Ottobre 2026 ore 11:40
Anche la politiche si oppone al rigassificatore

I partiti locali si fanno sentire con proprie osservazioni alla procedura di Via. Ecco i punti di Rifondazione e le richieste di Sinistra Italiana
PIOMBINO — "Rifondazione Comunista è l’unico partito a presentare osservazioni all’AIA contro la permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino. No alla proroga, no al trasferimento altrove: serve la vera transizione energetica”, così il circolo ocale e la Federazione della Val di Cornia hanno evidenziato la propria posizione rispetto al futuro della nave rigassificatore nel porto della città.
Il Partito della Rifondazione Comunista Piombino ha depositato formali osservazioni al procedimento di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) presso il Ministero dell’Ambiente, opponendosi alla proroga della permanenza della nave rigassificatrice Italis LNG nel porto di Piombino oltre la scadenza del 4 luglio 2026.
"Rifondazione Comunista è l’unica forza politica che ha presentato osservazioni, dimostrando nei fatti la coerenza di una battaglia condotta al fianco dei cittadini e per la salute pubblica. - hanno ribadito - Nel documento presentato evidenziamo le gravi carenze istruttorie del progetto: l'assenza di una vera Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) ordinaria, la totale mancanza di una Valutazione del Danno Sanitario (VDS) a tutela dell'art. 32 della Costituzione, la mancata analisi dei rischi cumulativi in un porto ad altissima densità e la totale assenza di simulazioni sui rischi di incidenti rilevanti o eventi bellici. Tutto questo a fronte di consumi di gas in crollo verticale in Italia e di una rete energetica già ampiamente sovrabbondante. Chiariamo subito che la nostra non è una posizione NIMBY (“non nel mio cortile”), noi non chiediamo di spostare il rigassificatore in Liguria o altrove, perché nessun ecosistema e nessuna popolazione devono subire questo scempio. La continuazione dell'uso delle fonti fossili allontana la vera e urgente svolta energetica, che passa unicamente dagli investimenti sulle energie rinnovabili. Infine, respingiamo con forza la logica delle compensazioni. Piombino non si vende per qualche mancia, Snam e il Ministero non ci devono compensazioni, ci devono un vero risarcimento per i danni e i rischi imposti alla città. Un risarcimento che, sia chiaro, non ci esenterà mai dal continuare a protestare e a dar battaglia fino al giorno in cui il rigassificatore non sarà definitivamente dismesso e allontanato dal nostro territorio", hanno concluso.
A presentare delle osservazioni alla procedura di VIA è stato anche il Circolo di Sinistra Italiana – AVS di Piombino. Il gruppo locale ha depositato al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica le osservazioni alla procedura di VIA sulla permanenza della FSRU Italis LNG nel porto di Piombino, chiedendo al MASE un parere negativo di compatibilità ambientale e l'ingiunzione a Snam di smantellare l'impianto, coerentemente con quanto sosteniamo da sempre.
"Il rigassificatore non andava installato e la banchina deve tornare alla città, non con un trasferimento a Vado Ligure, a Gioia Tauro o altrove, ma con la dismissione della nave. - hanno commentato - Il nodo di fondo è la temporaneità: la nave è in esercizio dal 4 luglio 2023 e l'Autorizzazione Unica, l'intesa della Regione Toscana, i pareri sanitari dell'ISS, l'AIA e la sentenza del TAR Lazio che ha respinto i ricorsi del Comune si fondano tutti sulla permanenza triennale, mentre con la proroga prevista dal DL 32/2026 e il passaggio alla VIA ordinaria un impianto emergenziale esentato da valutazione diventa di fatto un'installazione stabile, tanto che gli elaborati di Snam non indicano alcun termine di permanenza. A questa stabilizzazione non corrisponde alcuna giustificazione energetica, perché la domanda nazionale di gas è scesa da 76,4 miliardi di m³ nel 2021 a 63,4 nel 2025 e lo stesso piano del Governo la stima a 53,6 nel 2030, mentre le sole infrastrutture esistenti garantiscono oltre 83 miliardi di m³ l'anno di capacità, senza contare il rigassificatore di Ravenna, in funzione da un anno: si finisce così per trattenere a Piombino un'opera non necessaria al fabbisogno del Paese e in contrasto con una transizione che non può passare dal gas. Pesa poi la questione della sicurezza, perché la nave si trova a circa un chilometro dalle abitazioni e dentro un bacino con oltre 8.800 movimenti navali l'anno, in gran parte traghetti per l'Elba e le isole, e per lo stesso scenario di esplosione Snam stima per Piombino un raggio di danno di 200-400 metri contro i 1.103-1.970 metri del terminale OLT di Livorno, a 22 km dalla costa, differenza che chiediamo venga motivata. Le osservazioni sollevano infine rilievi sull’aspetto ambientale, con sottostime degli impatti su acqua, aria e fauna marina protetta, con riferimento all'acqua restituita al bacino, dove compaiono sottoprodotti della disinfezione assenti prima dell'esercizio, alle emissioni di azoto, particolato e formaldeide e alla tutela de siti Natura 2000 (Orti-Bottagone, Promontorio di Piombino e Santuario Pelagos) sui quali interferisce il traffico metaniero. Piombino è un territorio che ha già dato in termine di ambiente e di salute, con dati altissimi di patologie tumorali, cardiovascolari e respiratorie. AVS chiede quindi anche un’analisi sugli impatti cumulativi della presenza della nave con i progetti di riconversione industriale", hanno concluso.
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