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domenica 08 dicembre 2019

Politica lunedì 28 ottobre 2019 ore 11:00

Rimateria, "il sindaco ha un piano alternativo?"

A chiederlo è l'associazione a Sinistra che in una lettera aperta interroga il sindaco di Piombino sul futuro di Rimateria dopo il 30 ottobre



PIOMBINO — La neonata Associazione a Sinistra ha scritto una lettera aperta al sindaco di Piombino Francesco Ferrari in merito alla questione Rimateria. 

Lettera che pubblichiamo integralmente:

"Caro Sindaco, il 22 la commissione tecnica ha rimandato la decisione, ma prima o poi si decideranno le sorti della discarica. Lei auspica, anzi chiede, che non solo sia bocciata l’ipotesi di raddoppio, ma che si escluda un qualsiasi ampliamento.

Le ricordiamo che l’azienda Rimateria ha ottenuto fiducia dal sistema bancario e da due soci privati, sulla base di un piano industriale che prevede l’ampliamento che lei vorrebbe negare. Se non si attua quel piano industriale occorre presentarne uno alternativo, ma un piano serio, che i soci possano approvare e le banche condividere e che quindi garantisca la continuità aziendale di Rimateria. Altrimenti le banche chiederanno il fallimento della società e il rientro dei soldi versati. In questo caso i soci privati chiederanno indennizzi a chi a suo tempo ha ceduto loro le azioni sulla base di un piano industriale disatteso e i lavoratori rimarranno senza lavoro

Lei, caro Sindaco, lo ha pronto questo piano alternativo? Invece di organizzare manifestazioni, dovrebbe presentare i suoi progetti sull’azienda Rimateria: come dovrebbe funzionare, quali funzioni dovrebbe svolgere, con quali soldi dovrebbe pagare gli stipendi e le spese dei suoi investimenti. Lo faccia conoscere questo piano B, altrimenti vorrà dire che è tutta una farsa, che in realtà le sue sono state solo chiacchiere propagandistiche, non dettate dalla volontà di non raddoppiare, ma solo di fare campagna elettorale.

Le ricordiamo che in questo piano B deve essere compresa un’idea di dove mettere le enormi quantità di rifiuti non riciclabili provenienti dalla bonifica delle aree industriali, in particolare dai mucchi ammassati, dalle demolizioni degli impianti e dalle bonifiche vere e proprie. Deve prevedere le risorse per la messa in sicurezza delle discariche esistenti, la gestione nel tempo del percolato, del biogas, e per la messa in sicurezza dell’area LI 53 dove dovrebbe ampliarsi la discarica che, se non si trovassero i fondi, resterebbe quella discarica abusiva, molto più pericolosa di una discarica controllata, che è comunque alla stessa distanza dal centro abitato. 

Rimarchiamo l’importanza di affrontare con serietà il tema delle bonifiche: se si continua a dire che per farle non si ha bisogno di una discarica, vuol dire che il tema del risanamento del territorio è solo una presa in giro. Noi pensiamo che quell’enorme area di centinaia di ettari, piena di cumuli di rifiuti, inquinata da idrocarburi, metalli pesanti e amianto, debba essere messa in sicurezza e bonificata. Cosi come devono essere demoliti gli impianti industriali dismessi, anche questi pieni di amianto. 

Tutto questo è il vero pericolo per la salute pubblica".



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