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venerdì 17 gennaio 2020

Politica sabato 23 novembre 2019 ore 09:35

Rimateria, idee e consigli di Italia Viva

"Noi ci proponiamo allora di fare politica in modo diverso, senza preoccuparci di riscuotere la simpatia ed il supporto elettorale"



PIOMBINO — "Se le scelte politiche passate hanno creato problemi, le scelte politiche attuali hanno il dovere di provare a risolverli ancor prima di preoccuparsi di porre sul banco degli imputati chi tali decisioni le ha assunte", così il coordinamento locale di Italia Viva ha esordito in uno dei suoi primi comunicati. Il tema è quello della discarica Rimateria.

"Irrompere con idee utopistiche e proclami populistici a soli fini elettorali non preluderà mai ad un buon governo. - hanno commentato - A Piombino è stato perimetrato un Sin, un’area di 900 ettari in cui i rifiuti del ciclo siderurgico hanno rialzato di sette metri il piano di campagna e sono stati ammassati abusivamente in cumuli di milioni di tonnellate. Dato che sono ormai anni che si è consapevoli di tutto ciò, perché le istituzioni in tutti i loro livelli o gli enti preposti ai controlli non hanno fatto niente? Alle stesse istituzioni oggi risulta comodo scaricare le responsabilità su chi ha rilevato tale situazione per farne impresa con investimenti imprenditoriali rivolti sì a produrre utile, ma contestualmente a ripristinare uno stato ambientalmente compatibile. Se dunque nelle bonifiche sono principalmente coinvolti i livelli politico-amministrativi ben prima che quelli aziendali come può la politica (tutta) addossare ad una azienda la responsabilità della propria incapacità di operare? - hanno aggiunto - E non è forse vero che opporsi in maniera aprioristica al progetto di Rimateria, senza un’analisi realistica del contesto significa mantenere uno status quo inaccettabile per la salute e per l’ambiente".

Italia Viva prosegue con altre considerazioni: "Non è altrettanto vero che il progetto di Rimateria, autofinanziando il risanamento e la riqualificazione delle area nella propria disponibilità, realizza anche il risanamento economico e finanziario della gestione Asiu senza il quale gli stessi Comuni soci si troverebbero in uno stato di default? Non è altresì vero che tutti gli interventi fin qui messi in atto da Rimateria hanno ripristinato o creato i presupposti per il ripristino degli impianti ereditati in condizioni di abbandono da Asiu ed anche da Lucchini? In tre anni, è bene ricordarlo, Rimateria ha ridotto in maniera sostanziale l’incipiente debito ereditato ed ha effettuato importanti investimenti con il supporto tecnico e finanziario derivante dall’intervento degli investitori privati".

"Noi ci proponiamo allora di fare politica in modo diverso, senza preoccuparci di riscuotere la simpatia ed il supporto elettorale se questo deve essere ottenuto facendo leva sulle paure ed i malumori dei cittadini; il nostro intento è invece quello di mettere i cittadini nelle condizioni di operare le proprie valutazioni in maniera indipendente e ponderata. - e hanno ribadito - Allora non si può non dire che in assenza del progetto che insiste sull’area LI 53 che metta a disposizione spazi adeguati per la messa in sicurezza permanente dei materiali derivanti dagli interventi da effettuare sul Sin, non sarà realisticamente possibile effettuare alcuna bonifica; il conseguente fallimento di Asiu e Rimateria avrà sostanziali ripercussioni sui soci ed in ultimo si perderanno anche gli attuali 50 posti di lavoro che potrebbero aumentare con una prospettiva di più largo respiro rispetto a quella limitata al ristretto dibattito attuale. E dove allora dovrebbero essere poi reperiti i circa 12 milioni per la bonifica della LI 53 imposta dal decreto del ministero dell’ambiente? E dove dovrebbe essere creata la discarica per accogliere i milioni di tonnellate di rifiuti presenti nel Sin?".

Di fronte agli due scenari proposti da Asiu, il primo con scadenza 2020 con il conferimento dei rifiuti autorizzati nel solo cono rovescio, il secondo con il rialzo e la riprofilatura della discarica ex Lucchini in continuità con l’attuale discarica Rimateria che consentirebbe all’azienda di sopravvivere forse fino al 2024. "Ci si auspica che almeno venga intrapresa la seconda opzione che perlomeno non lascerebbe nell’immediato 50 famiglie senza stipendio e consentirebbe il completamento della messa in sicurezza delle due discariche oltre allo smaltimento dei cumuli e la bonifica della LI53", hanno commentato domandandosi se questo è tutto ciò che la politica sa proporre.

"Nel frattempo non si può pensare di osteggiare il conferimento di rifiuti dal mercato necessario a produrre la finanza che garantisca tutti gli interventi ambientali previsti per la chiusura delle attuali discariche e per la gestione dei percolati e del biogas prodotti. Noi ci auspichiamo e ci adopereremo perché possano cessare i giochi di potere e gli scarichi di responsabilità, nella consapevolezza che la politica non può delegare i problemi, ma deve servirsi del mezzo societario, mettendolo in condizione di conseguire il risanamento, lo sviluppo economico ed il lavoro, il miglioramento della qualità della vita e della salute del territorio", hanno concluso proponendo la possibilità di valutare delle compensazioni di cui potrebbero beneficiare i cittadini in termini di servizi ed infrastrutture.



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