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mercoledì 11 dicembre 2019

Attualità sabato 16 novembre 2019 ore 18:44

"Non possiamo ignorare l’ennesima diffida"

Per il gruppo Resistenza contro Piombino polo dei rifiuti è fondamentale che la gestione di Rimateria torni pubblica



PIOMBINO — Il gruppo Resistenza contro Piombino polo dei rifiuti torna a parlare du discarica Rimateria, nello specifico del "sì del Nucleo di Valutazione Regionale al progetto Rimateria decisione non confermata per ora dalla Giunta Regionale". 

"Non possiamo ignorare l’ennesima diffida del 15 Novembre 2019 che ha collezionato Rimateria, diffida che sospende i conferimenti dei rifiuti in discarica per ora fino al 31 Gennaio 2020! I motivi di tale diffida sono gravissimi".

"Vogliamo sottolineare - hanno aggiunto - che la spa Rimateria da quando è nata di diffida in diffida e persino dopo un sequestro effettuato dai NOE ha continuato ad eludere precise prescrizioni mettendo in percolo l’ambiente e la salute dei cittadini!!", per questo il gruppo richiede al Consiglio Comunale, a tutte le forze politiche ed associative di invitare la Giunta della Regione Toscana a non concedere la ripresa dei conferimenti fino a quando Rimateria non abbia effettivamente messo in pratica quanto prescritto.

"Non possiamo continuare ad essere presi in giro, - hanno commentato - rammentiamo che il dissequestro dell’Aprile 2018 era stato dato per permettere a Rimateria di effettuare i lavori di messa a norma. Cosa hanno fatto da allora? Si richiede al Consiglio Comunale, a tutte le forze politiche ed associative di invitare la Giunta della Regione Toscana, che già ha sospeso l’approvazione del progetto, di bocciarlo proprio sulla base delle dichiarazioni del Nurv e di non concedere la Via al Progetto Rimateria. Si richiede inoltre a tutte le forze politiche ed associative di invitare il Consiglio Comunale di Piombino a determinare immediatamente un vero cambio di rotta nella conduzione della spa Rimateria mediante atti concreti".

Per il gruppo l'unica via d'uscita è far tornare la gestione pubblica.

"Agire a livello locale è possibile, non dobbiamo aspettare passivamente quello che farà o dirà la Regione. - hanno incalzato - Chiediamo pertanto al Consiglio Comunale di Piombino di dare immediatamente un nuovo indirizzo all’assemblea dei soci Asiu che controlla Rimateria ed al presidente di nomina pubblica Pellati, compiendo le seguenti azioni: esecuzione immediata dei carotaggi sotto controllo Arpat; messa a punto di un sistema di monitoraggio costituito da almeno tre centraline controllate da Arpat; immediata messa a norma della discarica; inizio della bonifica della li53 in concessione a Rimateria; si chiarisca se le fideiussioni che garantiscono la gestione regolare nel tempo della discarica sono state pagate. Si chiarisca se il Comune di Piombino è coobbligato al loro pagamento ed a quali condizioni si è eventualmente impegnato. Si porti a conoscenza del Consiglio Comunale del perché il bilancio 2018 di Rimateria si è chiuso con un deficit di oltre due milioni di euro, si renda noto il bilancio Asiu".

"Chiediamo - hanno concluso - che siano organizzate assemblee pubbliche dove i cittadini possano confrontarsi viso a viso. Non possiamo accettare che vicino alle abitazioni civili ed al mare, su una ex palude, su un terreno non omogeneo e con una falda superficiale a meno di due metri dalla superficie si costruisca una delle più grandi discariche per rifiuti speciali d’Italia".



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