RIGASSIFICATORE Giovedì 01 Ottobre 2026 ore 11:24
"Tempo del no finito, trattare compensazioni"

Torna a ribadirlo Appello per il lavoro e lo sviluppo dopo la richiesta di Via per la permanenza del rigassificatore nel porto della città
PIOMBINO — "Ci sono battaglie politiche che, a un certo punto, impongono una verifica di realtà. Non per rinnegare le proprie convinzioni o impedire il dissenso, ma per comprendere se ripetere le stesse posizioni sia ancora utile alla comunità". Da questo presupposto Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino riapre il capitolo compensazioni per il rigassificatore.
"Il rigassificatore è operativo nel porto di Piombino e contribuisce, da tre anni, al fabbisogno nazionale di gas. Nel frattempo, la guerra in Ucraina continua, il Medio Oriente rimane attraversato da una grave instabilità e l’Europa deve ancora diversificare le proprie fonti energetiche. In questo scenario, il gas naturale liquefatto e i terminali di rigassificazione rappresentano uno degli strumenti per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti. Non sono l’unica risposta e non sostituiscono la transizione verso le fonti rinnovabili, ma ignorarne la funzione significherebbe non misurarsi con la realtà. - hanno spiegato dal gruppo - Non va inoltre trascurato un altro dato concreto: oggi il rigassificatore rappresenta un’importante fonte di lavoro per gli operatori portuali e alimenta attività con ricadute sull’economia dello scalo. Dietro ogni scelta industriale e infrastrutturale vi sono occupazione, professionalità e famiglie. Eppure, una parte del dibattito locale continua a riproporre gli stessi argomenti e la medesima richiesta alle istituzioni: opporsi ancora e con ogni strumento disponibile".
"Il dissenso è legittimo. - hanno proseguito - Lo sono le osservazioni nell’ambito della Valutazione di impatto ambientale, così come sono doverosi i controlli sulla sicurezza, sulle emissioni, sugli scarichi e sugli effetti complessivi dell’impianto. Nessuno chiede deroghe al rigore ambientale. Proprio la presentazione dell’istanza di VIA da parte di Snam dovrebbe però favorire un confronto meno ideologico. Per anni l’assenza di una procedura ordinaria è stata indicata tra le principali criticità. Ora che la procedura è stata avviata e cittadini, associazioni ed enti possono presentare osservazioni, non si può trasformarla nell’ennesima occasione per ribadire un no già scritto. La VIA è la sede nella quale studi, dati e osservazioni devono essere esaminati dagli organismi competenti. Saranno gli enti tecnici a valutare la documentazione, richiedere eventuali integrazioni e stabilire le condizioni necessarie per la prosecuzione dell’attività".
Per Appello per il lavoro e lo sviluppo, oggi Piombino dovrebbe porsi una domanda diversa ovvero quale risultato ottenere dalla permanenza del rigassificatore nel porto della città. Si riapre dunque il tema delle compensazioni.
"Ragionevole e doveroso chiedere che questo contributo venga riconosciuto attraverso compensazioni proporzionate, investimenti e interventi capaci di produrre benefici duraturi. - hanno detto - Questo dovrebbe essere il terreno sul quale concentrare le energie politiche e istituzionali: non una nuova battaglia testimoniale, ma una trattativa seria con il Governo e con Snam. Piombino deve presentarsi a quella trattativa con una posizione forte e condivisa, indicando con precisione ciò che chiede: infrastrutture, sostegno alla riconversione industriale, risorse per lo sviluppo, garanzie ambientali, monitoraggi rigorosi e opportunità per il lavoro e le imprese locali.
"Chiediamo quindi al Comune, alla Regione, al Governo, alle forze politiche, alle organizzazioni sindacali e alle rappresentanze economiche e sociali di lavorare insieme. Partecipare alla VIA è legittimo e utile, purché le osservazioni siano fondate su elementi tecnici. Parallelamente, però, è necessario aprire e portare a conclusione la partita delle compensazioni. La politica deve saper distinguere tra testimonianza e responsabilità", hanno concluso.
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