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Politica Mercoledì 17 Giugno 2026 ore 08:20

TI-Link, osservazioni di Lavoro & Ambiente

"Le energie rinnovabili rappresentano l’alternativa necessaria ai combustibili fossili, ma il 'dove' e il 'come' non sono secondari"



PIOMBINO — La lista Lavoro & Ambiente ha formalizzato alcune osservazioni in merito al progetto TI-Link presentato da Zhero che prevede la realizzazione di un cavidotto per il trasporto di energia elettrica dalla Tunisia al Golfo di Follonica. 

"Dopo aver partecipato alle assemblee pubbliche, ascoltato i proponenti e analizzato la documentazione tecnica, è emersa la decisione di mettere nero su bianco le criticità rilevate, con l’obiettivo di offrire un contributo concreto. - hanno spiegato - Le energie rinnovabili rappresentano per noi l’alternativa necessaria ai combustibili fossili, tuttavia il 'dove' e il 'come' non sono questioni secondarie. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a un progetto che ha il potenziale di mutare significativamente gli scenari anche del nostro Comune".

Queste le osservazioni. La lista chiede studi scientifici rigorosi e pareri preventivi da parte di Enti e Associazioni competenti per valutare l'impatto ecologico sia nel deserto tunisino sia lungo il tracciato marino e sulle spiagge indipendentemente dalla scelta tra Pratoranieri e Torre Mozza. 

"Il progetto prevede una sottostazione di circa 6 ettari per 20 metri di altezza. Giudichiamo inaccettabile l'occupazione di suolo vergine o zone agricole soprattutto in presenza di ampie aree riutilizzabili. - hanno proseguito - Come già in più occasioni detto anche nelle osservazioni ribadiamo la proposta di realizzare la sottostazione elettrica su aree da recuperare. Condividiamo lo studio in corso sulla 36 ettari ma riproponiamo, tra le aree candidabili, la discarica Li53, oltre 15 ettari. Tale soluzione permetterebbe di coniugare il risparmio di suolo vergine con la messa in sicurezza di un sito degradato, oggi escluso da ogni progetto, in linea con le esigenze di riqualificazione del territorio di Piombino. Rimaniamo in attesa della documentazione tecnica, promessa dalla Società proponente, che attesti l'effettiva impossibilità di utilizzo dell'area Li53 criticità emersa e che merita un approfondimento. Un' altra alternativa allo studio è la 36 ettari.

"Quindi al centro delle nostre osservazioni tutela del territorio, uso del suolo ma anche la tematica del lavoro. In merito alle ricadute territoriali chiediamo garanzie sul coinvolgimento delle aziende e delle maestranze locali per tutte le attività previste sia in fase di realizzazione del progetto ma anche dopo trasformandosi in una reale opportunità. Pur non entrando nel merito delle scelte di politica energetica nazionale e degli accordi internazionali, rivendichiamo il dovere di vigilare affinché ogni opera di grandi dimensioni rispetti il delicato equilibrio ambientale e sociale della Val di Cornia", hanno concluso dalla lista Lavoro & Ambiente.


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