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Politica Giovedì 20 Agosto 2026 ore 11:39
"Serve un piano di rilancio turistico"

Non solo Casone di Baratti, dl gruppo Appello per il lavoro e lo sviluppo la spinta verso un piano di rilancio turistico per il territorio
PIOMBINO — "I simboli non mentono mai: parlano chiaro e vanno ben oltre la loro apparenza formale. È sufficiente guardarsi intorno per comprendere lo stato di profondo disorientamento in cui versa la nostra comunità. Il caso del Casone di Baratti, e non è certo l’unico sul nostro territorio, è diventato l’emblema plastico di questa contraddizione. Non rappresenta la nostra storia o la nostra millenaria cultura, ma fotografa impietosamente l’incapacità di fare i conti con noi stessi, con la nostra identità e, soprattutto, con il nostro futuro".
Questa è la foto scattata dal gruppo Appello per il lavoro e lo sviluppo a Piombino che in una nota invita a una presa di coscienza per un cambio di rotta.
Se da un lato siamo oggi di fronte a passaggi cruciali per il rilancio del polo siderurgico locale, "queste prospettive non devono in alcun modo distoglierci dall'obiettivo strategico di costruire un’economia moderna e solida attraverso la diversificazione: un tessuto produttivo che integri la manifattura avanzata con i servizi e con un turismo di qualità. Non possiamo e non dobbiamo commettere l'errore del passato, ricreando le condizioni per una nuova monocultura, sia essa esclusivamente industriale o esclusivamente turistica".
"Parliamo continuamente di economia del turismo come di un orizzonte salvifico, ma nei fatti si osteggiano le strutture, le imprese e i capitali che del turismo fanno una professione capace di generare ricchezza e posti di lavoro stabili. Pretendiamo che tutto rimanga pubblico e gratuito, salvo poi assistere inerti al trionfo del degrado: rovi, incuria e ruderi abbandonati vengono paradossalmente preferiti a progetti seri di riqualificazione, mascherando l'immobilismo dietro l'illusione di improbabili cattedrali nel deserto naturalmente a carico della finanza pubblica. - hanno evidenziato - Per questa ragione, come Appello per il Lavoro, riteniamo indispensabile cambiare passo e passare dalla logica della protesta sterile a quella della proposta costruttiva".
Dunque la proposta di un Piano Straordinario per il Recupero e la Valorizzazione delle Aree Locali, finalizzato a strutturare un’offerta turistica moderna, integrata e dotata di servizi di eccellenza e attività di reale supporto al turista.
Un piano che non deve essere calato dall'alto né affidato a visioni astratte: "deve nascere e svilupparsi a partire dalla competenza, dall'esperienza e dal contributo diretto degli imprenditori locali del settore turistico e delle loro associazioni di categoria".
Tra le idee l'istituzione di un Tavolo Paritetico per il Rilancio di Piombino, una sede permanente di confronto operativo tra amministrazione, mondo delle imprese e parti sociali, con l’obiettivo di definire: un Masterplan strategico con orizzonte a 5 e 10 anni, che individui le aree da sottrarre al degrado per destinarle a servizi, ricettività di qualità, infrastrutture per la mobilità sostenibile e accoglienza; procedure snelle e tempi certi per favorire gli investimenti privati compatibili con la tutela del paesaggio, superando la palude burocratica e i veti ideologici; patti per l'occupazione locale, legando ogni intervento di riqualificazione a precisi impegni per l'assunzione e la formazione delle professionalità del nostro territorio.
"Non c'è antitesi tra industria sostenibile, tutela del paesaggio e turismo d’impresa: la vera salvaguardia del territorio comincia dalla sua cura, dalla sua valorizzazione e dalla dignità del lavoro", hanno concluso.
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