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Attualità giovedì 15 settembre 2022 ore 08:27

La scuola riparte, "Ma mancano docenti e Ata"

La denuncia arriva dai segretari provinciali di Pisa e Livorno di Uil Scuola: "I problemi rimangono tantissimi e non risolti"



PISA - LIVORNO — Il suono della prima campanella cerca di lasciarsi alle spalle due anni e mezzo di emergenza sanitaria. Oggi gli studenti tornano tra i banchi di scuola ma per Uil scuola gli interrogativi sono ancora tanti.  "Siamo riusciti in questi anni a risolvere i molteplici problemi che avvolgono il mondo scolastico? Secondo la nostra organizzazione sindacale no - scrivono in una nota i segretari provinciali di Pisa e Livorno di Uil Scuola Claudio Vannucci e Maria Vanni - I problemi purtroppo rimangono tantissimi e non risolti. Addirittura si è riusciti a fare peggio dello scorso anno. Restano vacanti circa 52.000 posti per il personale docente a cui si aggiungono almeno 200.000 supplenti. Sono solo 35.773 i contratti a tempo indeterminato per i docenti, 9 mila per il personale Ata".

"A fronte delle 50 mila assunzioni annunciate dal Ministero per il personale docente, su un totale di più di 94.000 posti disponibili iniziali, solo 35.773 sono stati i contratti a tempo indeterminato. Di questi, però 9 mila sono posti già assegnati nel 2021 e quindi da calcolare nel contingente dello scorso anno. A conti fatti  -aggiungono Vannucci e Vanni - solo 26.717 sono stati i contratti a tempo indeterminato utilizzando le procedure di reclutamento ordinarie (Concorsi , Graduatorie ad esaurimento e Call veloce), 9.000 sono stati i contratti a tempo determinato stipulati l’1/9/21 e trasformati in ruolo l’1/9/22 (che derivano, quindi, da posti che erano già disponibili lo scorso anno), mentre 14.642 sono i contratti a tempo determinato dei quali non possiamo sapere quanti ne saranno finalizzati al ruolo nel 2023 (procedure dell’art. 59 commi 4 e 9bis del DL 73/2021). Nelle province di Pisa e Livorno risultavano vacanti il 35% del personale docente e Ata".

"Ad oggi  - scrivono i segretari provinciali di Uil Scuola- malgrado le promesse del Ministro restano vacanti ancora moltissimi posti per il personale docente a cui si aggiungono anche quelli dei supplenti. Non va meglio per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario per cui si sono stati coperti solo 9.000 posti dei 27.000 disponibili. Nelle nostre province potevamo far ricorso al personale Covid per coprire i posti vacanti. Malgrado tutto si è continuato ad ignorare le reali esigenze delle scuole lasciando questo personale in una condizione di criticità, non sostituendo chi va in pensione anzi attuando tagli all’organico a fronte di carichi di lavoro crescenti. Un totale di circa 70.000 vacanti, tra personale docente e Ata, che saranno coperti, per l’ennesimo anno consecutivo, con personale supplente. Lo avevamo detto in tempi non sospetti, e siamo stati anche troppo ottimisti visti i risultati. Neanche questo anno è stato raggiunto l’obiettivo di coprire almeno il 50% dei posti del personale docente con contratti a tempo indeterminato. Non sono bastate né le procedure ordinarie (concorsi e graduatorie ad esaurimento), né quelle straordinarie (come quella della I fascia sostegno delle graduatorie per le supplenze) per coprire tutti i posti che sono liberi nelle nostre città. Si continuano ad ignorare i docenti con almeno tre anni di servizio e quelli inseriti nelle seconde fasce delle graduatorie per le supplenze che continuano con esperienza, e grandi sacrifici a far funzionare le scuole, con un contratto a tempo determinato che in molti casi non copre neanche tutto l’anno scolastico. E intanto si annunciano nuovi concorsi attraverso un nuovo sistema di reclutamento di cui continueremo a chiedere lo stralcio mentre per quelli ancora in atto non ci sono neanche le graduatorie pubblicate. A questo si aggiunge il caos delle nomine dei supplenti che procedono a rilento con graduatorie provinciali pubblicate piene di errori e ritirate dopo qualche ora e, in alcuni casi, ripubblicate. Dove le nomine sono concluse sono state falsate da un sistema informatico che (proprio come lo scorso anno) non è riuscito a garantire la correttezza della procedura".

Secondo i due segretari di Uil scuola, poi, dovrebbero essere introdotte "Nuove figure professionali che rispondano sempre più alle esigenze scolastiche. Stiamo pensando alle elevate professionalità per i direttori amministrativi, il tecnico informatico in tutte le scuole, insomma una rivoluzione culturale che ci aspettiamo il nuovo Parlamento voglia effettuare".

"Non c’è tempo da perdere -concludono Vannucci e Vanni - È necessario azzerare tutti gli errori delle graduatorie e ripensare alle convocazioni in presenza, non è più possibile affidare ad un algoritmo il destino di migliaia di docenti. Poi una riforma del reclutamento che sia seria e soprattutto snella, senza disperdere l’esperienza ‘sul campo’ del personale. Dobbiamo risolvere definitivamente la piaga del precariato dapprima sfruttato e poi umiliato con forme di reclutamento che prediligono il sapere nozionistico a quello critico e i cui fallimenti sono sotto gli occhi di tutti".


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