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Cultura Domenica 06 Luglio 2025 ore 11:43

Al romanzo di Ebe Serni il premio Emilio Agostini

Si intitola Emancipàzzia ed è stato selezionato dal circolo culturale Emilio Agostini per l'edizione 2025 del premio



SASSETTA — Il Circolo Culturale Emilio Agostini di Sassetta ha assegnato l'edizione 2025 del Premio Letterario all’opera Emancipàzzia, romanzo di de-formazione di Ebe Serni. Il Premio sarà consegnato venerdì 11 Luglio 2025 alle ore 21 a Sassetta nel suggestivo scenario del Borgo di Mezzo. Seguirà la presentazione del libro  con la professoressa Lorenza Boninu e l'autrice.

L'autrice Ebe Serni è nata nel 1964 a Sassetta. Dopo la laurea in Filosofia, ha insegnato per trent’anni nelle scuole superiori. Vive e lavora a Castagneto Carducci, dove collabora alla gestione dell’agriturismo Podere Bagnoli.

Il libro racconta la storia di una passione eretica e intemperante, che chiama in causa il valore della libertà e dell’educazione alla conoscenza. Due prerogative, queste, che nel romanzo vengono costantemente ricondotte alla vita per coniugare i destini bizzarri che determinano le nostre esistenze, comprese tra caso e necessità, con i pochi spazi residui dell’intenzione che ne riscattano le sorti e restituiscono quel poco di autonomia che non è arbitrio ma rivendicazione di scelta personale, impegnata e sofferta. Il titolo è un neologismo che contiene il senso del testo: per emancipàzzia, infatti, si intende la “liberazione da uno stato di minorità o soggezione compiuto sotto la spinta d’un sentimento folle che prelude a un esito infausto come nel caso di Ipazia d’Alessandria”. Nelle pagine si dà conto di un caso di emancipàzzia, vale a dire dello sforzo tenace e vagamente insano attraverso cui, abbandonata una condizione di partenza ritenuta costrittiva e castrante, si accede a uno status liberatorio ma anche escludente e esclusivo, tanto da suscitare nuove forme di ribellione. L’emancipàzzia ha un evidente risvolto sociale e questo, dunque, è anche un romanzo di denuncia: il misconoscimento di quell’insieme di presupposti convenzionali che fanno ritenere il quotidiano ovvio, facendocelo accettare in modo passivo. 


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