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lunedì 09 dicembre 2019

Politica sabato 07 maggio 2016 ore 15:18

Le sorti di Asa in mano alla politica

Giuliano Parodi

Parodi: "Prima della questione economica, l'aumento di capitale proposto dal socio privato di Asa spa va chiarito dal punto di vista politico"



SUVERETO — Durante l'assemblea dei sindaci si è discusso della possibilità di accogliere la richiesta di Iren per l'aumento del capitale di Asa spa. I sindaci che si sono espressi contro tale proposta sono stati il sindaco di Livorno (M5S), il sindaco di Suvereto (lista civica di sinistra) e quello di Volterra (lista civica indipendente), gli altri del Pd sembrerebbero aver già deciso.

Il sindaco Giuliano Parodi di Suvereto è intervenuto nel merito riportando alla memoria l'esito del referendum di cinque anni fa in cui gli italiani hanno detto sì all'acqua pubblica. 

"Asa spa nel periodo 2008-2015 ha realizzato investimenti per circa 130 milioni di euro e nell'arco di piano previsto dal PEF di ASA attualmente in vigore sono previsti ulteriori 100 milioni di euro entro il 2026 (fine della concessione) coperti da risorse pubbliche e dalle bollette. - ha spiegato Parodi - Investimenti mirati all'efficentamento della rete, per cui sembra eccessivo ipotizzare un aumento di capitale sostanzioso (circa 80 milioni di euro) che porterebbe il socio privato ben oltre il 51% del capitale, schiacciando ad un angolo i Comuni e le loro necessità. La realtà, tutta squisitamente finanziaria, - prosegue - vede Iren disposta ad investire in Asa solo se ne ottiene la maggioranza, in modo tale che Asa possa entrare nel suo bilancio consolidato (cioè diventa una delle società dell'universo Iren) e permette alla stessa di partecipare alla 'gara del gas' (manutenzione della rete) che per una legge dello Stato deve essere staccata dal ramo acqua (in Asa per 5 comuni i due servizi sono sovrapposti)".

Come socio, il Comune di Suvereto rigetta ogni ipotesi di quote al privato per coerenza politica. "Devo mettere in campo ogni azione che vada nella direzione della ripubblicizzazione del bene comune e non la perdita del controllo. - ha concluso Parodi - Per quello lotterò affinché sia per ora mantenuto lo status quo (comuni 60% privato 40%) e per avviare un percorso tecnico che veda progressivamente gli enti locali allargare quel 60%”.



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