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​Zona rossa in Toscana: molte aziende riprendono con lo smart working

Dopo l’aumento dei contagi registrato in questi ultimi giorni, il rischio per la regione Toscana di passare in zona rossa è sempre più elevato. 



TOSCANA — Dopo l’aumento dei contagi registrato in questi ultimi giorni, il rischio per la regione Toscana di passare in zona rossa è sempre più elevato. Da lunedì 29 marzo dunque potrebbe scattare un nuovo lockdown, ma le aziende si sono dichiarate pronte a riprendere più intensamente le attività in smart working. Meno preparati sembrano invece i ristoratori, che con il passaggio in zona rossa sarebbero costretti a chiudere la propria attività al pubblico: rimarrà consentito solo l’asporto.

Aziende toscane pronte a riprendere con videoconferenze e smart working

Ormai sono diverse le aziende toscane che si sono preparate al peggio: d’altronde si sa, con le nuove misure entrate in vigore ogni due settimane si rischiano restrizioni più severe se l’indice dei contagi non cala. Sfortunatamente, è proprio questo che sta accadendo in Toscana e specialmente in alcune città come Firenze, in cui negli ultimi giorni si è registrata un’impennata di positivi al Covid.

Le videoconferenze ai tempi del Covid

Le videoconferenze sono ormai diventate la prassi in tempi di Covid: da un anno a questa parte quasi tutte le aziende si sono organizzate in modo tale da non doversi fermare. Così, quelle che un tempo erano definite semplicemente riunioni adesso hanno assunto una connotazione differente e sono diventate video-call o videoconferenze per dirla all’italiana.

In molti sostengono non sia stato facile, soprattutto all’inizio, riuscire a gestire questa novità perché quello del PC e della connessione ad internet è stato solo il primo degli ostacoli da superare. Si è dovuto anche trovare il giusto strumento per la comunicazione aziendale: c’è chi si è dotato di una lavagna con tanto di gessi e chi invece ha dovuto acquistare proiettori e altri supporti utili per portare avanti presentazioni anche da casa. Stando a quanto dichiarato da molti, la fortuna è stata quella di poter acquistare tutto il necessario online e riceverlo in tempi rapidi visto che le cose tendono a cambiare da un giorno all’altro.

Lo smart working torna a decollare, ma non si era mai fermato

Ricomincerà a decollare, se la Toscana passerà in zona rossa con il 29 marzo, anche lo smart working. In realtà va detto che questa nuova formula di lavoro agile ha già attecchito nelle varie città della regione e ci sono aziende che non l’hanno più abbandonata, da un anno a questa parte. D’altronde, lo smart working si è rivelato una risorsa preziosissima sia per le aziende che per i dipendenti, spesso in grandi difficoltà nel conciliare impegni familiari e lavorativi.

Il lavoro agile dunque tornerà probabilmente al centro delle strategie delle aziende toscane, laddove fosse stato abbandonato per un ritorno in presenza. Sarà però una modalità di lavoro che ci porteremo dietro ancora per parecchio tempo e che secondo alcuni è destinata ad imporsi anche nel periodo post-Covid, quando le acque si saranno calmate.

La Toscana si tingerà di rosso? Verdetto atteso per venerdì

Attualmente in Toscana si registrano 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti: la regione si trova dunque proprio sul limite massimo che farebbe scattare la zona rossa. Il Presidente Giani ha dunque avvertito: la probabilità di un lockdown è sempre più alta e bisogna essere pronti. Per la conferma però si dovrà attendere fino a venerdì, quando arriveranno notizie ufficiali da Roma. 

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